Superbatteri, l’arma in più arriva dall’ozono: così si prova a restituire forza agli antibiotici
Da uno studio italiano effettuato su 257 pazienti e pubblicato sulla rivista Antibiotics è emerso che l’ozonoterapia praticata secondo i protocolli SIOOT associata all’assunzione di antibiotico consente una rapida e marcata riduzione della carica batterica. È la svolta in relazione all’antibiotico-resistenza, attualmente la più grave minaccia per la salute pubblica
Roma, 10 settembre 2026 – È stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Antibiotics lo studio “SIOOT Adjunct Oxygen-Ozone Therapy Against Multidrug-Resistant Bacteria: A Pilot Study of 257 Cases”, firmato da Marianno Franzini, Salvatore Chirumbolo, Giovanni Ricevuti e Luigi Valdenassi. Lo studio, che ha coinvolto 257 pazienti con infezioni sostenute da microrganismi multidrug-resistant (MDR) su cui quindi l’antibiotico risultava inefficace, è consistito nell’associare al farmaco la somministrazione di ozono secondo i protocolli messi a punto dalla SIOOT (Società scientifica di Ossigeno-Ozonoterapia) in collaborazione con l’Università Cattolica di Roma.
Dopo l’introduzione del protocollo SIOOT, gli autori hanno osservato una rapida e marcata diminuzione della carica batterica, insieme al miglioramento degli indici infiammatori nel corso del follow-up. “L’ozono serve a restituire all’antibiotico l’originaria efficacia, consentendogli di vincere la pericolosa resistenza sviluppata dai batteri” specifica il prof. Marianno Franzini, presidente della SIOOT international.
Si tratta di una precisazione di estrema rilevanza scientifica perché è grazie a essa che si comprende senza possibilità di equivoci che l’ozonoterapia non è un’alternativa all’antibiotico, non lo sostituisce ma vi si allea allontanando lo spettro dell’antibiotico-resistenza che, secondo le previsioni dell’OMS in assenza di una soluzione valida, da qui a pochi anni causerà più decessi del cancro. Ci riporterà all’epoca buia precedente alla preziosa scoperta di Fleming.




