Sostenere le persone in difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari. A Roma arriva l’Infermiere di parrocchia

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Roma, 7 novembre 2019 – È partita la fase operativa dell’“Infermiere di parrocchia” con un primo accordo sul territorio romano che vede insieme la ASL Roma 1 e la Diocesi di Porto-Santa Rufina. Dopo la firma si darà avvio alla formazione congiunta dei referenti parrocchiali e degli operatori della ASL che collaboreranno nella Parrocchia di Selva Candida, nel territorio del Distretto 13 della Azienda Sanitaria.

“Il progetto – commenta Tanese, Direttore Generale della ASL Roma 1 – nasce da un’idea semplice ma potentissima, sperimentare l’integrazione degli operatori sanitari dell’Azienda nella rete sociale della comunità parrocchiale per agevolare l’accesso ai servizi, realizzare iniziative di educazione e di promozione della salute e soprattutto raggiungere le persone più fragili e bisognose”.

“Sono molto contento dell’accordo sottoscritto con la ASL Roma 1 – dichiara mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, e ringrazio per l’impegno Michele Sardella, responsabile diocesano della Pastorale della salute, e i suoi collaboratori. È un bell’esempio di collaborazione per sostenere le persone in difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari. In un territorio di periferia come Selva Candida la povertà di strutture e di mezzi incide sulla qualità della vita, per cui volentieri abbiamo messo a disposizione del progetto spazi e volontari della parrocchia di questo popoloso quartiere di Roma”.

Si tratta di un progetto nazionale di grande portata innovativa, promosso dalla CEI con il supporto tecnico della ASL Roma 1, così come sancito nell’accordo firmato a fine luglio tra il Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute, Don Massimo Angelelli, e il Direttore Generale della ASL.

Nelle prossime settimane si darà avvio in forma sperimentale all’infermiere di parrocchia in diverse realtà del Paese, come nuova forma di collaborazione pubblico/privato che fornisca sostegno alle famiglie e un aiuto concreto alle persone nell’accesso ai servizi sanitari.

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