Settimana Mondiale del Cervello. Nutrire con uno stile di vita attivo e stimolante

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a cura del Prof. Gioacchino Tedeschi, Professore Ordinario di Neurologia e Direttore del Dipartimento Assistenziale di medicina Polispecialistica II Università di Napoli

settimana-mondiale-cervello-201520 marzo 2015 – Del cervello si sa già molto, ma è tale e tanta la sua complessità rispetto agli altri organi che costituiscono il nostro corpo, da renderlo protagonista di alcuni degli aspetti più affascinanti della ricerca scientifica dell’ultimo decennio.

Il nostro sistema nervoso è organizzato in differenti compartimenti che, pur avendo un proprio specifico compito, sono strettamente collegati l’uno all’altro in modo da potere adempire nel migliore dei modi a funzioni complesse quali quella motoria, cognitiva, sensoriale, mnemonica o linguistica, giusto per citarne alcune.

Tuttavia, mentre fino a non molto tempo fa si riteneva che il funzionamento della mente dipendesse unicamente dalla dotazione genetica, oggi si può affermare che non solo non è così, ma che al contrario fattori ambientali di tipo fisico, cognitivo, sociale e affettivo rivestono un ruolo fondamentale. Proprio per questo motivo è stato introdotto il termine Riserva Cognitiva, con il quale si intende la quantità di competenze, abilità e conoscenze che ogni individuo acquisisce durante tutto l’arco della vita, e non solo nell’infanzia, attraverso esperienze, istruzione, hobbies, attività lavorative e relazioni sociali.

Questo concetto non va inteso in senso volumetrico o quantitativo, ma funzionale: il cervello di un individuo con alta riserva cognitiva contiene un’elevata densità di contatti sinaptici, tali da generare networks cerebrali alternativi e facilmente utilizzabili in condizioni di difficoltà. In linea con questa prospettiva, gli studi più recenti in questo settore suggeriscono che si può mantenere o addirittura migliorare il proprio attuale livello di prestazioni, soprattutto se si conduce uno stile di vita attivo, interessante e stimolante durante tutto il corso della vita.

Questo ultimo concetto, non semplice da tradurre in una formula applicabile ad ogni singolo individuo, si può riassumere in termini di lifelong learning (o apprendimento permanente), un processo individuale che ha come scopo quello di modificare o sostituire un apprendimento non più adeguato rispetto ai nuovi bisogni sociali o lavorativi, in campo professionale o personale. È un “percorso” non legato a tempi o luoghi specifici, attraverso il quale ogni individuo acquisisce – anche in modo non intenzionale – attitudini, valori, abilità e conoscenze: in questo senso, una notevole mole di lavori scientifici hanno documentato l’importanza della cultura, del lavoro, delle attività ludiche e dell’attività fisica come fattori “nutritivi” del cervello durante il corso della intera vita.

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