Scienziati europei impegnati in nuovi progetti di ricerca per studiare gli anziani e l’uso delle tecnologie

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È l’impegno preso da esperti europei nel corso della conferenza dell’iniziativa programmatica congiunta ‘More years, better life’ che si è tenuta l’1 e il 2 dicembre a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Universitario Agostino Gemelli. Il prossimo appuntamento in Canada sarà occasione per lanciare un bando per finanziare nuove ricerche sul tema anziani e tecnologie

coppia-di-anzianiRoma, 21 dicembre 2016 – Si vive di più ma per vivere al meglio, in salute e autonomia sono le tecnologie il nuovo ‘bastone della vecchiaia’: per questo il futuro è una popolazione anziana in grado di usarle e di semplificarsi la vita attraverso di esse.

È quanto annunciato nel corso della Conferenza 2016 del Joint Programming Initiative “More Years better Lives” (Più anni, Vite migliori – JPI MYBL, che si è tenuta presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A. Gemelli di Roma (Centro Congressi Europa, Sala Italia).

La conferenza è stata organizzata dalla rappresentanza Italiana del JPI MYBL attiva nell’ambito della comunicazione e diffusione, per conto del Ministero della Salute e del Ministero dell’Università e della Ricerca e in collaborazione con il Segretariato del JPI MYBL (ZonMw, Olanda) e con l’Assemblea Generale.

“Il tema al centro del prossimo bando di gara per finanziare nuove ricerche – spiega il prof. Paolo Maria Rossini, direttore dell’Istituto di Neurologia dell’Università Cattolica – Policlinico Agostino Gemelli di Roma e delegato italiano per JPI MYBL – sarà quello delle tecnologie e l’invecchiamento, ovvero come le tecnologie impattano sulla vita e sulla salute degli anziani e come si può migliorare la ‘digitalizzazione’ della terza età per aiutare gli anziani a vivere in autonomia il più a lungo possibile con l’aiuto di nuove tecnologie e domotica”.

Specie per gli anziani che vivono soli, che sono tantissimi, trovare nelle tecnologie un ausilio per continuare a svolgere in autonomia le attività quotidiane (dal lavarsi al vestirsi, a cucinare e fare acquisti) è importante. Non solo, aggiunge il prof. Rossini, le tecnologie aiuteranno sempre di più l’anziano a mantenere vivi i rapporti interpersonali che ormai molti studi scientifici hanno dimostrato essere un ottimo ausilio preventivo di molte malattie croniche dell’anziano. Con le nuove tecnologie della comunicazione l’anziano potrà mantenere rapporti con figli e amici anche lontani e tenersi in formato sugli accadimenti nel mondo.

Il Bando 2017, dal titolo “Invecchiamento e ambienti di vita e lavoro in un mondo sempre più digitale”, si occupa dei modi in cui la salute e il benessere delle persone anziane, in tutte le fasi della vita in seguito, sono sostenuti e promossi dalla progettazione dell’ambiente fisico e sociale, dall’accesso a sempre nuove opportunità di apprendimento e formazione, e dall’uso di tecnologie di ogni genere. L’obiettivo è la ricerca di progetti di collaborazione innovativi, internazionali e interdisciplinari che indaghino le potenzialità della tecnologia, degli ambienti e dell’apprendimento in relazione all’anzianità.

L’interazione tra tecnologia, ambiente e l’apprendimento è importante per la salute degli anziani, e ricerche volte ad esplorare questi tre fattori possono produrre importanti nuove scoperte per informare i decisori politici e quindi per mettere in atto nuove strategie in grado di migliorare la vita degli anziani.

In particolare, gli scienziati saranno chiamati a indagare come le tecnologie esistenti ed emergenti siano in grado di migliorare la qualità della vita, la partecipazione e l’impegno sociale degli anziani; come gli individui vivono gli ambienti in cui abitano, lavorano e si relazionano agli altri, e come l’apprendimento e la tecnologia aumentano o diminuiscono la loro qualità di vita; infine come nuove opportunità di apprendimento possono essere meglio rese disponibili dal settore pubblico, privato e dal terzo settore in favore dei più anziani.

La conferenza a Roma
“Con MYBL abbiamo dato avvio a un processo molto complicato – spiega il prof. Rossini – di tipo comparativo dei modelli di welfare, salute e organizzazione dei flussi migratori dei vari paesi europei riguardo l’invecchiamento della popolazione per scoprire quali sono i modelli vincenti da imitare per migliorare mettendo insieme il meglio di ogni paese”.

“Lo scopo principale delle ricerche che sono e saranno finanziate da MYBL – sottolinea Edvard Beem, coordinatore del Netherlands Organisation of Health Research and Development (ZonMw) e chair di MYBL da febbraio scorso – è mantenere la popolazione anziana più attiva e più in salute possibile, dove per ‘in salute’ non intendiamo solo assenza di malattie ma, in un contesto più moderno, la possibilità di restare autonomi e indipendenti, e di mantenere fino all’ultimo una elevata qualità della vita”.

“Significa – precisa Beem – che non solo i medici ma anche sociologi, tecnologi in seno a MYBL lavoreranno insieme alla ricerca di soluzioni che davvero funzionino per aumentare la qualità della vita di persone vulnerabili, fragili, anziane e garantire loro una vita attiva e indipendente. I risultati di queste ricerche devono anche contemplare la necessità di contenere la spesa (medica, ad esempio); sviluppare nuove tecnologie e interventi tesi al contenimento delle risorse, ad esempio i costi sanitari. In questo senso aiuterà lo sviluppo di tecnologie che tengano l’anziano il più a lungo possibile fuori dall’ospedale e nelle loro casa, che supportino l’assistenza domiciliare”.

L’incontro capitolino di MYBL è stato occasione, inoltre, per l’Italia di lanciare la propria volontà di affrontare le nuove sfide legate agli attuali e futuri flussi migratori, candidandosi come coordinatrice per la guida di ricerche su questo fronte, sulle migrazione è già in corso una ‘fast track’, ovvero una procedura rapida per avviare progetti di ricerca sul tema, che però finora ha coinvolto solo paesi del Nord Europa (scandinavi, Gran Bretagna, Olanda).

In chiusura dei lavori il prof. Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, nel corso della sua presentazione intitolata “Possiamo evitare la tempesta perfetta?” ha ricordato le sfide che attendono l’Italia e l’Europa nell’immediato futuro, dovute alla scarsità di risorse economiche che si incrocia con l’aumento costante della popolazione anziana e delle malattie croniche, con costi che a breve diventeranno insostenibili anche per i paesi più ricchi. La tempesta perfetta è proprio questa: dove si troveranno le risorse per una popolazione sempre più anziana e con un ricambio generazionale bassissimo, in concomitanza con lo sviluppo di tecnologie mediche sempre più costose?

fonte: ufficio stampa

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