Sanità by night… È questa la rivoluzione?

“In poco tempo, ci ritroveremo davanti a mega-ambulatori di medicina generale in cui, per effetto della turnistica, potremmo essere visitati non più dal “nostro” medico, bensì da un sostituto supplente o uno degli altri componenti dello studio associato che probabilmente non conosce neppure la nostra storia clinica”

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Dott. Federico Messina

Ferrara, 19 aprile 2016 – Mentre tutta Italia si interroga ancora sulla necessità e legittimità delle trivelle, sembra essere passato inosservato il nuovo progetto di riorganizzazione del Sistema Sanitario Nazionale che questa volta interesserà le cure primarie.

Dopo essersi abbattuta sui medici ospedalieri, la scure della spending-review e dei tagli lineari alla sanità, si abbatte ora sulla medicina generale. Il 13 aprile scorso infatti è stato approvato l’Atto di indirizzo delle Regioni per il rinnovo dell’accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale e della pediatria, che vede l’introduzione della “rivoluzionaria” sanità H16 voluta dal ministro Lorenzin.
In pratica accadrà che dalle ore 8.00 alle ore 24.00 il medico di famiglia sarà disponibile a curare i propri pazienti, dopodiché, in caso di necessità, il cittadino dovrà rivolgersi al pronto soccorso od al 118.

Questa cosiddetta rivoluzione comporta di fatto innumerevoli conseguenze dal punto di vista occupazionale per i giovani medici, gestionale per i medici titolari di medicina generale, nonché disagi sia per i pazienti che per i già sovraffollati Pronto Soccorso italiani.
I medici titolari di medicina generale, anche a seguito della recente introduzione delle norme europee sugli orari di lavoro, si ritroveranno a lavorare secondo uno schema a turni, che di fatto non gli consentirà di garantire la continuità assistenziale e quel rapporto diretto con i propri assistiti.

In poco tempo, ci ritroveremo davanti a mega-ambulatori di medicina generale (le Aft: associazioni funzionali territoriali) in cui, per effetto della turnistica, potremmo essere visitati non più dal “nostro” medico, bensì da un sostituto supplente o uno degli altri componenti dello studio associato che probabilmente non conosce neppure la nostra storia clinica.

E così scompare anche la storica figura della Guardia Medica. Dopo le ore 24.00, sarà infatti competenza del 118 gestire qualunque tipo di necessità medica, con conseguente ulteriore affollamento dei Pronto Soccorso.
A questi pazienti però il sistema di triage attribuirà molto probabilmente un codice verde o un codice bianco, ciò perché questi non avrebbero motivo di ricevere cure in ospedale e dunque, poiché tutti gli altri codici hanno la precedenza, dovranno attendere piuttosto a lungo prima di essere visitati.

Oltre al danno, a questi pazienti attende anche la beffa, quando dopo qualche giorno, si vedranno recapitare a casa la ricevuta di pagamento del ticket per le prestazioni di cui hanno usufruito.
Dov’è finito il SSN? Qual è l’innovazione o la rivoluzione in questo nuovo sistema se i pazienti oltre ad accedere a meno servizi, dovranno rimetterci di tasca propria? È questo un altro trucco per smantellare la sanità pubblica a vantaggio dei privati?

Dott. Federico Messina
Consigliere Nazionale PRI
Commissione Sanità Attiva Ferrara

Federico Messina

Federico Messina

Specialista in Chirurgia Generale. Proctologia. Chirurgia Colorettale Laparoscopica e Robotica. Chirurgia e Riabilitazione dei Disturbi del Pavimento Pelvico. Esperto in Health Economics Policy and Management. Dirigente Medico di Chirurgia Generale presso USL di Ferrara. Consultant Surgeon NHS Londra

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