Sacerdoti: un test del Cnr ne studia la personalità

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Ricercatori dell’Ibfm-Cnr hanno analizzato per la prima volta i profili caratteriali dei ministri di culto cattolici confrontandoli con quelli di fedeli laici e di non credenti. Ne emergono in particolare amicalità e coscienziosità, accompagnate da minor impulsività e ricerca di novità. Lo studio è pubblicato su “Personality and Individual Differences”

sacerdoti-chiesaRoma, 3 marzo 2016 – Chi sono i sacerdoti? Quali caratteristiche psicologiche hanno? Esiste una predisposizione caratteriale in chi è religioso? A queste domande ha risposto uno studio dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro ideato e coordinato da Antonio Cerasa e pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences.

Numerose ricerche, soprattutto in ambito anglosassone, dimostrano come la religiosità giochi un ruolo positivo nel benessere psicofisico dell’essere umano: aspettativa di vita più lunga, minor frequenza di disturbi depressivi e minor dipendenza da fumo e alcool. “Recentemente alcuni ricercatori hanno ipotizzato che questa tendenza al benessere psicofisico sia in parte legata anche all’attitudine caratteriale della persona. I primi studi eseguiti su gruppi di credenti laici hanno confermato questa ipotesi, ma un’indagine diretta sui ministri della Chiesa non è stata mai compiuta – spiega Antonio Cerasa – Per colmare questo vuoto abbiamo quindi per la prima volta preso in esame 200 sacerdoti ordinati nella Chiesa Cattolica, per la maggior parte diocesani o francescani, confrontandoli con oltre 300 credenti praticanti e con 200 persone che si dichiaravano non credenti o agnostiche”.

Il gruppo di ricerca ha impiegato per questa indagine il “Neo Personality Inventory”, uno dei test più accreditati per la valutazione della personalità e già usato per studiare il carattere dei credenti. Il modello classifica gli esseri umani secondo 5 grandi fattori: stabilità emotiva, estroversione, amicalità, apertura mentale e coscienziosità che a loro volta comprendono diversi sottotratti.

“La coscienziosità, che indica affidabilità, puntualità, capacità di auto-organizzarsi, un tratto già considerato uno dei pilastri del profilo del credente, si conferma alto in fedeli laici e risulta alto anche nei sacerdoti, con maggior evidenza tra i diocesani – prosegue il ricercatore dell’Ibfm-Cnr – Per quanto riguarda l’amicalità (fattore con cui si intende la capacità di essere empatici, modesti, sensibili, altruisti e fiduciosi), finora poco studiata nei ministri del culto in genere, è emerso che tutte le persone credenti hanno un alto punteggio, ma tale fattore risulta significativamente maggiore nei sacerdoti rispetto ai laici. Per i fattori ‘stabilità emotiva’ e ‘estroversione’ si nota chiaramente nei sacerdoti la scarsa impulsività e lo scarso desiderio di andare alla ricerca di nuove sensazioni”.

“Infine – continua Cerasa – per ‘l’apertura mentale’ sia i fedeli laici sia i sacerdoti mostrano una chiara tendenza ad approfondire ciò che è già conosciuto, piuttosto che esplorare nuovi ambiti di conoscenza, e, per ciò che attiene ai valori, ad affidarsi ad un’autorità riconosciuta all’interno della comunità”.
“Questa ricerca conferma alcune caratteristiche note delle persone credenti: amicalità, coscienziosità e bassa impulsività, ma soprattutto evidenzia alcuni tratti di personalità peculiari dei sacerdoti cattolici che non erano mai stati evidenziati prima”, conclude Cerasa.

fonte: ufficio stampa

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