Rischio trombosi e ictus, ricerca internazionale dimostra correlazione con fibrillazione atriale

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Nuove prospettive per la comprensione dei meccanismi alla base del rischio di ictus cardioembolico

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Ugo Limbruno e Alberto Cresti

Grosseto, 30 aprile 2019 – Il contributo della Cardiologia dell’ospedale Misericordia di Grosseto in un importante studio internazionale che sarà a breve pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Eurointervention. La ricerca, a cui hanno partecipato anche strutture ospedaliere spagnole e tedesche, è stata coordinata dalla Cardiologia di Grosseto, diretta dal dottor Ugo Limbruno, con la partecipazione del cardiologo Alberto Cresti, primo nome della pubblicazione. Lo studio riguarda il rischio di trombosi e di ictus, correlato alle più frequenti aritmie, tra cui la fibrillazione atriale.

“È stato dimostrato che nella maggior parte dei pazienti con fibrillazione atriale, la formazione di coaguli di sangue all’interno del cuore, a loro volta responsabili dell’ictus, la più grave complicanza della fibrillazione atriale, si verifica all’interno di un piccolo incavo del cuore, chiamato auricola sinistra e non nelle restanti cavità cardiache, ovvero atri e ventricoli – spiega Cresti – La ricerca ha evidenziato che la percentuale di coaguli localizzati al di fuori dell’auricola è molto inferiore rispetto a quanto ritenuto fino a questo momento (1% invece che 10%). Questi dati rappresentano un rilevante contributo scientifico alla comprensione dei meccanismi alla base del rischio di ictus cardioembolico e danno nuovo impulso alle tecniche di chiusura dell’auricola sinistra con utilizzo di specifiche protesi, in pazienti con fibrillazione striale, in alternativa alla terapia anticoagulante”.

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