Rinosinusite, patologia da non sottovalutare. Quali i sintomi e come curarla

Intervista al prof. Gian Luigi Marseglia, Presidente della Conferenza Permanente delle Scuole di Pediatria; Presidente eletto della SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica); Direttore Clinica Pediatrica Università di Pavia-Fondazione IRCCS Policlinico “San Matteo”- Pavia

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Prof. Marseglia, la rinosinusite è una malattia complessa ed è un problema clinico in aumento?
La rinosinusite rappresenta un problema clinico che sembra in continuo e progressivo aumento, così come lo sono le forme allergiche che si riscontrano negli adulti e nei bambini.

È un processo infiammatorio che coinvolge il naso e i seni paranasali (le cavità scavate nel massiccio facciale). Il processo infiammatorio coinvolge la mucosa e determina gonfiore e restringimento dei canali di drenaggio che collegano le cavità nasali con quelle paranasali, con il conseguente accumulo di muco che rende molto difficoltosa la respirazione e crea un terreno ottimale per lo sviluppo batterico.

La rinosinuite può essere di origine virale, il comune raffreddore (rinosinusite virale) della durata di pochi giorni, o di origine batterica che si può presentare in forma acuta, sub acuta, acuta ricorrente, cronica o cronica riacutizzata. È una patologia da non sottovalutare e da curare adeguatamente.

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Prof. Gian Luigi Marseglia

La rinosinusite può essere di origine virale o batterica. Quali i sintomi e i rischi?
La rinosinusite virale è il comune raffreddore. Si caratterizza per la presenza di congestione delle fosse nasali, che limita la respirazione nasale, porta a produzione di essudato mucoso denso e viscoso, e aumenta la lacrimazione e il senso di peso a livello dei seni paranasali. In alcuni casi, si può presentare una vera a propria forma di cefalea.

I sintomi includono:

  • Ostruzione respiratoria nasale con congestione nasale
  • Tosse
  • Rinorrea
  • Diminuita capacità di percepire tutti, o in parte, gli odori (iposmia)
  • Riduzione del gusto (disgeusia)
  • Cefalea
  • Alito cattivo (alitosi)
  • Ovattamento auricolare
  • Febbre (talvolta).

La rinosinusite batterica si classifica in base alla sua durata. Nelle rinosinusiti acute la durata è inferiore ai 10-14 giorni, nelle forme sub acute si arriva fino a tre settimane. Nelle forme acute ricorrenti, le rinosinusiti acute si ripetono più volte durante l’anno.

Infine, abbiamo le forme croniche: rinosinusiti che si protraggono per tutto l’arco dell’anno e che possono manifestarsi con fenomeni di riacutizzazione e forte peggioramento del quadro sintomatologico del paziente. In questo caso la mucosa nasale è ampiamente colonizzata da batteri Streptococco pyogenes, Stafilococco aureus, Moraxella catarrhalis e Haemophilus influenzae, che vivono nel naso e nei seni paranasali.

Perché è importante trattare i disturbi delle alte vie aeree come la rinosinusite?
Le complicanze delle rinosinusiti, grazie alle terapie, oggi sono molto rare. Non possiamo fare prevenzione delle rinosinusiti virali (il comune raffreddore), ma possiamo agire efficacemente sulle conseguenze e i sintomi, in particolare la tosse, ripristinando la reazione e reattività dei seni paranasali e rimettendoli in comunicazione con il naso, riducendo così l’edema della mucosa e i sintomi.

Perché l’aerosolterapia è una metodologia valida per trattare le rinosinusiti?
L’utilizzo dell’aerosol con l’erogazione di molecole che si vaporizzano in particelle di dimensioni adeguate, permette di disinfiammare la mucosa e di poter tornare a respirare.

Il lavaggio nasale, in particolare, con soluzioni fisiologiche, rappresenta un’importante misura per abbattere l’infiammazione a livello locale, consentendo di raggiungere le cavità dei seni paranasali rimettendoli rapidamente in comunicazione con il naso e ripristinando un corretto respiro.

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