Ricerca oncologica, 108 milioni di euro per 5.000 ricercatori

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La ricerca oncologica italiana riparte dall’impegno di AIRC e FIRC che per il 2019 sostengono 524 progetti di ricerca, 101 borse di studio e 24 programmi speciali con l’obiettivo di rendere il cancro sempre più curabile

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Milano, 24 gennaio 2019 – AIRC e la sua Fondazione investono oltre 108 milioni di euro per sostenere circa 5 mila ricercatori al lavoro per studiare e comprendere a fondo i meccanismi del cancro con l’obiettivo di curare più efficacemente tutti i tipi di tumore. Un impegno straordinario che si traduce in 524 progetti di ricerca, 101 borse di studio e 24 programmi speciali per rispondere sempre meglio alle sfide che gli scienziati devono affrontare insieme ai medici e ai pazienti.

“Per contrastare l’immane complessità del cancro la ricerca deve innovare senza sosta, essere creativa, mettere le nuove formidabili tecnologie al servizio delle idee e queste al servizio dei pazienti – sottolinea Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico AIRC – Per questo AIRC e la sua Fondazione promuovono un approccio globale basato su strategie lungimiranti, modalità di finanziamento sempre più idonee, tecnologia e inventiva, mettendo il paziente al centro dell’attenzione con l’obiettivo di arrivare ad avere diagnosi sempre più precoci, terapie sempre più personalizzate, più efficaci e meglio tollerate”.

Il cancro è un nemico subdolo e complesso che va combattuto con tutte le armi a disposizione. AIRC e la sua Fondazione mettono in campo la forza d’urto di circa 5.000 ricercatori, un vero e proprio esercito composto per il 62% da donne e per la metà da ricercatori con meno di 40 anni. La loro attività si svolge prevalentemente in strutture pubbliche – laboratori di università, ospedali e istituzioni scientifiche – con un beneficio tangibile per i sistemi della ricerca e della sanità del Paese.

“Il nostro obbiettivo finale è trovare la cura del cancro – ricorda Caligaris Cappio – Sappiamo che per fare questo è indispensabile spingere anche sull’internazionalizzazione della ricerca, perché se il cancro non conosce confini neppure la ricerca li deve conoscere. Per questo abbiamo rinnovato la partnership con Cancer Research UK (CRUK) e Fundación Científica – Asociación Española Contra el Cáncer (AECC), con un secondo bando dell’Accelerator Award che assegneremo in estate. Si tratta di un programma che punta ad accelerare la ricerca traslazionale ampliando la rete internazionale di collaborazioni dei ricercatori dei tre Paesi. Siamo, inoltre, molto orgogliosi del riconoscimento ottenuto dall’Unione Europea che, per la terza volta in dieci anni, ci ha assegnato oltre 3 milioni di euro per il co-finanziamento del bando iCARE-2: già quest’anno prenderanno il via le prime 15 borse di studio triennali destinate a giovani di talento con un dottorato di ricerca, per favorire la mobilità dei ricercatori, dall’Italia all’estero e viceversa, e permettere loro di sviluppare un progetto di ricerca sul cancro”.

La valutazione meritocratica dei progetti è un aspetto centrale per AIRC e FIRC che effettuano la selezione attraverso un rigoroso processo di valutazione che coinvolge oltre 600 revisori internazionali e che ha portato la ricerca oncologica italiana a crescere e ad affermarsi in tutto il mondo: dal 2008 a oggi ci sono state più di 17 mila pubblicazioni con ringraziamento ad AIRC, in dieci anni sono praticamente raddoppiate, arrivando a superare le 1.900 nel solo 2017.

Un impegno straordinario in termini numerici e qualitativi che conferma ancora una volta il ruolo di AIRC e della sua Fondazione come primo polo privato di finanziamento della ricerca indipendente sul cancro in Italia.
Un posizionamento reso possibile dai successi conseguiti in oltre 50 anni di attività, dalla fiducia di 4,5 milioni di sostenitori e dalla partecipazione di 20 mila volontari che, sabato 26 gennaio, saranno in 3.000 piazze per rilanciare la sfida al cancro con la distribuzione delle Arance della Salute, frutto simbolo dell’alimentazione sana e protettiva.

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