Ricerca, immagini manipolate in pubblicazioni scientifiche. PTS chiede ai vertici AIRC di prendere posizione

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Patto Trasversale per la Scienza – PTS: “Servono regole chiare e condivise per identificare casi di cattiva condotta scientifica e poterli sanzionare, nell’interesse dei cittadini, della salute e della reputazione della scienza e degli scienziati”

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Milano, 8 luglio 2019 – La Procura di Milano ha recentemente concluso una indagine lunga e complessa che ha provato la manipolazione di alcune immagini di pubblicazioni scientifiche. Secondo i consulenti scientifici incaricati dalla Procura di Milano “sulle 32 analizzate, 25 pubblicazioni scientifiche sono risultate oggetto di manipolazione delle immagini ottenute con la tecnica della gel elettroforesi”.
Nell’inchiesta si erano costituiti come parte civile l’associazione di consumatori Codacons, l’Associazione italiana per i diritti del malato, l’Istituto nazionale dei tumori di Milano e l’AIRC, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro.

Per quella che viene chiamata “misconduct” degli scienziati, ovvero comportamenti impropri nel portare avanti le ricerche, non esiste in Italia un corrispondente reato. In Europa solo Danimarca e Norvegia hanno una legge per contrastare il fenomeno delle frodi scientifiche, mentre altri paesi europei si sono dotati di linee guida e di codici etici applicati da tutti gli organismi interessati.

In Italia non esiste nulla del genere. Nel 2015 il CNR ha adottato delle linee guida specifiche in materia, che ha aggiornato ad aprile. Alcuni atenei hanno fatto lo stesso. Ma non esistono una regolamentazione nazionale o codici di condotta condivisi.
Il Patto Trasversale per la Scienza, nel rispetto dei cittadini, della loro salute, della loro fiducia nei risultati della ricerca e perché la reputazione dei ricercatori e della scienza stessa venga rispettata chiede chiarezza e trasparenza rispetto a quanto accaduto e ribadisce la necessità di una regolamentazione nazionale in materia.

Il PTS ritiene che sia necessario dotare le istituzioni scientifiche e di ricerca di un sistema di identificazione e sanzione dei casi di cattiva condotta scientifica. Parallelamente è necessario liberare da ogni conflitto di interesse e dotare di regole chiare che favoriscano l’integrità scientifica ogni organismo di raccolta e gestione dei fondi per la ricerca.

Per questo, in un silenzio che sta diventando assordante sulla vicenda, il Patto Trasversale per la Scienza chiede ai vertici di AIRC, in una lettera aperta, di unire le forze per liberare l’opinione pubblica da ogni sfiducia verso i ricercatori, la scienza e chi raccoglie fondi per la ricerca creando un movimento unitario per far sì che vengano creati a livello nazionale gli strumenti necessari per tutelare i cittadini da eventuali manipolazioni scientifiche.

Lettera aperta del Patto Trasversale per la Scienza ai vertici di AIRC

Alcuni fra i massimi esponenti della ricerca oncologica nazionale sono stati coinvolti in un’indagine che, secondo l’accusa, ha dimostrato la presenza di immagini manipolate o comunque alterate nei loro lavori. L’indagine della Procura di Milano, ha coinvolto diversi ricercatori di punta nell’ambito della ricerca sul cancro che lavorano in altrettante strutture importanti della città lombarda.

Al momento non è dato sapere quali pubblicazioni scientifiche siano risultate manipolate, né se la presenza di immagini manipolate o comunque alterate abbia modificato in modo rilevante il contributo della pubblicazione all’avanzamento della conoscenza nell’ambito studiato. Ma quello che è venuto alla ribalta deve far riflettere.

La scienza progredisce grazie alla continua verifica dei risultati ed alla correzione di eventuali errori. È questo un elemento imprescindibile del metodo scientifico. Il ricercatore che non ammette i propri errori e non li corregge, per frustrazione o per interessi personali, diviene il peggiore nemico della scienza e mina alle basi il rapporto di fiducia fra il cittadino e gli enti di ricerca.

Al Patto Trasversale per la Scienza non spetta emettere verdetti di colpevolezza o di innocenza, ma i suoi aderenti sentono la necessità di far sì che la comunità stessa si doti di anticorpi più robusti perché certi fatti non si ripetano.

In particolare, riteniamo che si debba procedere per:

  1. Dotare tutte le istituzioni scientifiche e di ricerca del nostro Paese di un sistema coerente ed omogeneo per la gestione, l’identificazione precoce e la correzione degli eventuali casi di cattiva condotta scientifica.
  2. Far sì che i finanziatori, pubblici e privati, della ricerca scientifica, i quali raccolgono soldi dai cittadini italiani o direttamente o attraverso le tasse, siano essi stessi scevri da conflitti di interesse e dotati di regole chiare per favorire la pratica dell’integrità scientifica.

Per quello che riguarda il primo punto, alcuni passi nella giusta direzione sono stati fatti negli ultimi anni, dato che diverse istituzioni nazionali si sono dotate di regolamenti per il mantenimento dell’integrità nella ricerca scientifica. Ma il panorama generale è ancora troppo frammentato. È necessario invece uno sforzo di livello nazionale, che coordini e riscriva poche regole chiare ed efficaci, valide per tutti ed applicate ugualmente per tutti.

Per quel che riguarda il secondo punto, come è noto, spesso i comportamenti impropri sono indotti dalla pressione psicologica di dover produrre risultati concreti per lo sponsor che ha finanziato la ricerca o per affermare il proprio status scientifico in un determinato settore. Questo è ancora più vero in un sistema altamente competitivo gravato da una disponibilità di fondi sempre più ridotta. Le agenzie che distribuiscono fondi di ricerca devono quindi vigilare dotandosi di un attento sistema di regole e controlli sia prima che dopo l’assegnazione dei finanziamenti.

Nel caso specifico, come Patto Trasversale per la Scienza, ci rivolgiamo ai vertici di AIRC perché prendano immediatamente una posizione pubblica rispetto all’indagine della procura di Milano e, in tempi rapidi, si dotino, sull’esempio di altre agenzie di finanziamento sia italiane che estere, di procedure più stringenti che garantiscano sulla bontà della selezione per l’assegnazione dei fondi, che vigilino sulla qualità della ricerca prodotta e, infine, che limitino grandemente il rischio di condotte scientifiche scorrette. Ne va della reputazione delle tante associazioni e fondazioni che, come AIRC, meritoriamente raccolgono fondi per sostenere la ricerca italiana. Lo dobbiamo ai tanti concittadini che con le loro donazioni permettono il finanziamento della ricerca, ma ne va, più in generale, della reputazione della scienza.

Associazione Patto Trasversale per la Scienza

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