Ricerca e dialogo tra osteopatia e altre professioni sanitarie. Si è concluso il IV Congresso ROI

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Dott.ssa Paola Sciomachen

Milano, 13 giugno 2018 – Ricerca osteopatica, Evidence Based Practice, patto terapeutico, interdisciplinarietà, sono solo alcune delle parole chiave del IV Congresso Nazionale ROI, Registro degli Osteopati d’Italia, dal titolo “Le prove di efficacia: il patto terapeutico tra paziente ed osteopata”.

L’evento, tenutosi giovedì 7 e venerdì 8 giugno a Milano presso l’Enterprise Hotel, è stato il primo da quando, il 15 febbraio 2018, il Decreto Lorenzin che ha individuato la professione sanitaria di osteopata, è diventato legge (Legge 3/2018). Due giorni di relazioni, workshop, presentazioni di ricerche e interventi che hanno fatto registrare un’affluenza record, raddoppiata rispetto all’ultima edizione milanese, con iscritti provenienti da tutta Italia e non solo.

In apertura del Congresso, i saluti iniziali di Paola Sciomachen, presidente del ROI e l’intervento di Alessandro Beux Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione – il multi-albo di cui l’osteopatia dovrebbe entrare a far parte al termine dell’iter previsto dalla Legge3/2018, assieme ad altre 20 professioni della salute e 61 Ordini provinciali e interprovinciali.

Alessandro Beux, in particolare, ha dichiarato: “Sono qui per manifestare il nostro interesse e la nostra disponibilità. Per i TSRM e gli Assistenti sanitari la Legge 3/2018 ha significato un cambio di denominazione, di status e di alcune funzioni e modalità. Per 17 professioni sanitarie ha significato il passaggio da regolamentate a ordinate, per gli osteopati l’essere individuati, come previsto dall’art. 7. Non sentitevi appagati, anzi organizzatevi per lavorare con passione e determinazione perché il percorso per arrivare laddove sono le altre professioni sanitarie è ancora lungo e tutto da definire. Se potremo dare una mano, lo faremo volentieri, con lo stesso spirito cooperativo che abbiamo sempre avuto con tutti”.

Anche Maria Vicario Presidente della FNOPO – Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, dal palco del Congresso, ha ribadito il totale sostegno agli osteopati da parte di tutta la Federazione: “Con l’ingresso nel maxi Ordine degli osteopati auspichiamo di sviluppare nuove collaborazioni, come già sta avvenendo nella ricerca, dove le due professioni stanno lavorando insieme per la valutazione della postura delle donne in gravidanza. Altri ambiti di ricerca potrebbero essere in un prossimo futuro fortemente attenzioanti dalla figura professionale dell’ostetrica e dalla figura dell’osteopata, per la quale si auspica un rapido riconoscimento attraverso la regolamentazione dello specifico profilo professionale come indicato dalla Legge 3/2018”.

Il Congresso si è concluso con la tavola rotonda che ha visto alternarsi Paola Sciomachen, Emilia Grazia De Biasi e Giorgio Cosmacini. Un momento di riflessione per tirare le somme sui temi principali dell’evento, tra cui la centralità del paziente. Anche Cosmacini, medico filosofo tra i più autorevoli storici della medicina in Italia, ha evidenziato la necessità di riconquistare il rapporto con il “curato”.

Paola Sciomachen, Presidente del ROI, in chiusura del Congresso ha dichiarato: “Il quarto Congresso ROI è stato particolarmente importante per l’osteopatia in Italia, per il significato simbolico, è il primo post Legge 3/18, e per le tematiche affrontate. L’auspicio è che si possa partire da qui per un cambiamento culturale fra tutti i professionisti della salute e che gli osteopati italiani si avvicinino sempre più alla letteratura scientifica. Diventando professione sanitaria ci auguriamo ci siano più opportunità per sviluppare la ricerca in ambito clinico. Dobbiamo continuare a mettere in campo la nostra competenza, la nostra esperienza, la capacità di giudizio e anche la ricerca come strumento utile per una gestione consapevole ed informata del paziente, in grado di identificare l’appropriatezza dell’intervento osteopatico nonché i suoi limiti in un’ottica di cura in cui è centrale la salute del paziente”.

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