Regione Lazio, Ugl: “Situazione insostenibile per gli operatori della sanità”

Valerio Franceschini e Gianluca Giuliano

Roma, 15 luglio 2020 – La manifestazione di protesta effettuata oggi a Roma davanti alla sede della Regione dagli operatori del 118 del Lazio assesta una nuova spallata alla già fragile struttura della sanità del Governatore Zingaretti. “Le istanze di questa categoria – sottolineano Gianluca Giuliano Segretario Nazionale della UGL Sanità Lazio e Valerio Franceschini Segretario Provinciale di Roma – si sommano a tutta una serie di criticità, disfunzioni e malcontenti che travolgono un settore in grande difficoltà. Gli operatori del 118, in prima linea durante l’emergenza per il Covid-19, rivendicano a ragione diritti e tutele negati, sentendosi al margine di una politica che ha li ha visti indeboliti, demansionati e in alcuni casi sfruttati”.

I due sindacalisti poi proseguono: “Chiedono a ragione la difesa dei propri diritti, i giusti riconoscimenti economici, la stabilizzazione all’interno di un sistema che va rifondato dalle basi. La loro protesta di oggi si aggiunge a criticità come quella del Gruppo San Raffaele che ha nella revoca dell’accreditamento regionale alla struttura di Rocca di Papa, che mette a rischio circa 160 posti di lavoro, la punta di un iceberg che ormai vaga senza controllo”.

I problemi non si fermano certo qui. “Ai dipendenti del San Michele Hospital di Aprilia – dicono ancora Giuliano e Franceschini – è stata comunicato il ritardo nella corresponsione degli stipendi per il mancato incasso, da parte della Regione Lazio, delle prestazioni erogate dalla struttura da marzo a giugno 2020. Intanto la ripresa delle attività, dopo lo stop nel periodo dell’emergenza, si muove con lentezza e le liste di attesa si allungano. Inoltre si è parlato spesso negli ultimi giorni di assunzioni e scorrimento delle graduatorie dei concorsi ma ben poco si sta muovendo mentre all’orizzonte si profila minaccioso il ricorso alle esternalizzazioni, segno di un malcostume che non smette mai di cessare. È ora di dire basta. Non servono più le sole rassicurazioni o le promesse di facciata. Serve un inversione di rotta radicale che porti nuove facce e nuove idee che restituiscano ai cittadini del Lazio dei servizi servizio funzionali”.

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