Raffinata ricerca scientifica identifica rivoluzionaria molecola che abbassa il colesterolo

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Il risultato è stato una riduzione dei livelli di colesterolo Ldl del 59%. Inoltre l’incidenza di morte cardiovascolare, infarto del miocardio, fatale o non fatale, e ictus si è ridotta del 20% ad un anno e del 25% a tre anni

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Nicola Sanfilippo e Marina Floresta

Palermo, 13 aprile 2017 – Una molecola in grado di abbassare i livelli del colesterolo Ldl, quello cosiddetto ‘cattivo’, riducendo gli eventi cardiovascolari. Nasce così un farmaco davvero rivoluzionario, utilizzato in un programma clinico internazionale, Proficio Clinical Program.

Un programma di studio, finalizzato alla riduzione dei livelli di colesterolo Ldl, che include 23 trials clinici, con il coinvolgimento di 35mila pazienti, che ha utilizzato una nuova molecola, l’Evolocumab, in grado di ridurre i livelli di colesterolo Ldl dal 45 al 75%, una riduzione che si è mantenuta in tutto il tempo di osservazione.

Il 17 marzo scorso nel corso del Congresso annuale dell’American College of Cardiology sono stati presentati i dati dello studio Fourier (Further cardiovascular outcomes research with inhibition in subjects with elevated risk). Uno studio clinico, inserito nel Proficio Clinical Program, che annoverava fra i partecipanti l’Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello con l’Unità operativa di Cardiologia diretta da Nicola Sanfilippo. Referente per l’Azienda palermitana, la dott.ssa Marina Floresta, che ha seguito il lavoro, durato circa tre anni, come principal investigator.

Questo studio ha aggiunto la molecola Evolocumab alla terapia tradizionale con statine, in quei pazienti che avevano già presentato un evento cardiovascolare (infarto miocardico, ictus cerebrale o patologia vascolare periferica). Il risultato è stato una riduzione dei livelli di colesterolo Ldl del 59%. Inoltre l’incidenza di morte cardiovascolare, infarto del miocardio, fatale o non fatale, e ictus si è ridotta del 20% ad un anno e del 25% a tre anni.

I risultati dello studio sono stati anche pubblicati sempre il 17 marzo scorso sul New England Journal of Medicine, una delle più prestigiose riviste internazionali di medicina.
L’articolo, pubblicato a nome del Fourier Steering Committee e degli investigatori, descrive nel dettaglio il disegno dello studio e i risultati positivi a cui si è giunti, sottolineando come una riduzione così significativa dei livelli di colesterolo Ldl plasmatico sia correlata ad una netta diminuzione della incidenza di eventi cardiovascolari.

“Nello studio – sottolinea la dott.ssa Floresta – non vi sono state differenze significative di eventi avversi rispetto al trattamento con statine e inoltre non vi sono stati effetti negativi sulla funzione cognitiva, come è stato dimostrato dal sotto studio Ebbinghaus”.

Evolocumab è una molecola nata grazie ad una raffinata ricerca scientifica, basata sulla biotecnologia ingegneristica. E’ un anticorpo monoclonale che inibisce la proteina PCSK (Proprotein Convertase Subtilisin Type 9) proteina che interviene nel delicato processo di regolazione del riciclo del recettore epatico per le molecole di Ldl circolanti, fondamentale nella eliminazione di queste molecole dal circolo.
Evolocumab bloccando il legame tra Pcsk9 e il recettore Ldlr porta ad un incremento del numero dei recettori sulla superficie della cellula epatica, così che le particelle di colesterolo Ldl vengano efficacemente rimosse dal circolo.
Evolocumab, nome commerciale Repatha, è già in vendita ed è pertanto disponibile e rimborsabile.

L’ipercolesterolemia è uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, fra le principali cause di morte in Italia. Il colesterolo viene veicolato attraverso le lipoproteine plasmatiche, le lipoproteine Ldl (a bassa densità, colesterolo cattivo) e le lipoproteine Hdl (ad alta densità, colesterolo buono).

Fino ad oggi la terapia dell’ipercolesterolemia era rappresentata solo dalle statine, spesso non utilizzate con dosaggio ottimale, con il risultato di non raggiungere i valori di colesterolo Ldl raccomandati dalle linee guida internazionali. Oggi con l’Evolocumab si apre una nuova pagina.

fonte: ufficio stampa

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