Progetto HImoVie: arte e social media al servizio della Salute

Milano, 6 ottobre 2016 – Arcobaleno AIDS e Anlaids (sezioni Lazio e Lombardia) presentano “HImoVie”, prosecuzione della apprezzata campagna di prevenzione su HIV e malattie sessualmente trasmissibili iniziata nel corso dello scorso anno e oggi ampliata attraverso un’ampia attività ‘social’.

Se i numeri più recenti relativi alla diffusione dell’HIV segnalano infatti una diminuzione nel numero dei contagi e dei decessi, i cambiamenti negli stili di vita e nei comportamenti favoriscono la diffusione dell’infezione con modalità che conducono spesso alla scoperta della sieropositività quando il sistema immunitario è oramai fortemente compromesso.

Il prof. Massimo Galli, vicepresidente di Anlaids Lombardia e Direttore Dipartimento Infettivologia A.O. Sacco, riassume alcuni dati che ben esprimono la situazione attuale: “La trasmissione tramite rapporti eterosessuali risulta essere la più comune (43%), seguita dalle infezioni contratte mediante rapporti sessuali tra maschi (40%). La fascia di età più colpita è quella compresa tra i 30 e i 39 anni con il 32% dei casi ma il 20% di nuove infezioni diagnosticate in persone di età compresa tra i 20-30 anni non consente rassicurazioni sulla possibile precocità del contatto con il virus, in special modo nei maschi che hanno rapporti omosessuali”.

La migliore strategia per combattere il diffondersi dell’infezione è senza dubbio la prevenzione. Per contrastare queste dinamiche, Arcobaleno AIDS insieme ad Anlaids, con le sue sezioni Lazio e Lombardia, ritengono indispensabile avviare campagne di sensibilizzazione in grado di coinvolgere quella parte di popolazione in cui le abitudini e i comportamenti sessuali devono essere accompagnati da una maggiore consapevolezza sui rischi legati alla possibilità di contrarre infezioni.

Il dott. Massimo Ghenzer, presidente di Anlaids Lazio conferma: “Oggi più che mai è importante informare e tutelare particolarmente i nostri giovani sui comportamenti corretti da adottare per evitare l’infezione da HIV e ancora di più farlo in sinergia con altre Associazioni che perseguono gli stessi obiettivi”.

Dello stesso avviso è anche Simona Malpezzi, membro della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, che dichiara: “La conoscenza è una delle prime forme di prevenzione e diffondere la conoscenza è il miglior modo per intervenire sugli studenti rendendoli consapevoli dei rischi che possono correre con comportamenti scorretti. L’iniziativa ben si colloca nell’ambito di quei progetti che le scuole già sviluppano nei percorsi di educazione alla salute e grazie proprio alla vicinanza con le forme di comunicazione più usate dai nostri ragazzi si presenta come uno strumento validissimo ed efficace nel percorso di prevenzione rispetto ad una malattia come l’AIDS”.

In particolare le associazioni sopracitate continuano a guardare al mondo della scuola come al luogo privilegiato dove avviare campagne non solo di informazione ma soprattutto, a partire da quest’anno, attivare forme di coinvolgimento diretto degli studenti e dei docenti implementando la capacità di comunicazione orizzontale attraverso l’uso di quegli strumenti, come i social media, ampiamente utilizzati dai giovani.

In questo contesto si inserisce il progetto HImoVie, un’iniziativa pensata come strumento di attivazione di meccanismi di comunicazione e interazione tra i giovani. Diversi i punti focali dell’operazione: innanzitutto la messa in scena, da parte della compagnia Teatrosequenza, di una pièce teatrale destinata ai ragazzi e ispirata al testo “Vivere la sieropositività”.

Come spiega il prof. Pietro Altini, presidente di Arcobaleno AIDS: “Lo spettacolo nasce dai racconti di venti ragazzi sieropositivi che hanno contratto il virus dell’HIV alla nascita, dalla madre sieropositiva, oppure attraverso un rapporto sessuale non protetto. Perché raccontare le loro storie? Perché avere paura del virus o convincersi che l’AIDS non riguardi noi ma solo gli altri, non fa altro che esporci di più al rischio di infettarci. Partendo da queste considerazioni la pièce teatrale cerca, prendendo per mano il giovane spettatore e utilizzando un linguaggio semplice ed a volte comico, di farlo riflettere su che cosa significa essere un giovane positivo all’HIV, quali sono le problematiche che deve affrontare nella vita quotidiana e nella costruzione di relazioni significative e quali sfide deve affrontare nell’ambito familiare, nei rapporti intimi e nell’iter terapeutico”.

Elemento nuovo e fondamentale in questa edizione del progetto “HImoVie” è la creazione di tre canali ‘social’ pensati per parlare ai ragazzi dei temi propri della malattia e dei suoi principali aspetti utilizzando non solo il linguaggio a loro più comprensibile ma veicolando un’informazione corretta attraverso quei media che oggi rappresentano il principale strumento d’interazione tra le nuove generazioni.

Facebook, Youtube, Instagram ed un sito dedicato (www.himovie-informa.it) rappresentano quindi i canali attraverso cui HImoVie sotto forma di video, da qui il nome del progetto, comunicherà agli adolescenti invitandoli a partecipare con la propria classe, e a nome della scuola di appartenenza, ad un concorso realizzando e producendo video ed elaborati legati ai temi della prevenzione, della malattia e dei riflessi che questa può avere sulla quotidianità di ciascuno.

fonte: ufficio stampa

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