Plasticità cerebrale: dalle cellule staminali alla vita di tutti i giorni

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Luca Bonfanti e Paolo Peretto

Torino, 6 marzo 2017 – Ognuno di noi nasce con 100 miliardi di neuroni collegati tra loro da migliaia di miliardi di connessioni: questo ci permette di pensare, muoverci, ricordare, amare, odiare, contrattare i prezzi al mercato e preparare conferenze.

Numero, tipo, sede di ogni neurone all’interno della complessità del cervello sono in gran parte determinati dalla genetica. Ma come può la genetica prevedere tutto ciò che succederà nel mondo che ci circonda? Se il mondo cambia – e tutti sappiamo che questo accade continuamente – come potremo adattarci alle nuove situazioni?

È possibile cambiare la struttura dei contatti tra i neuroni o il loro numero nell’arco della nostra vita? Possiamo sostituirli quando vengono danneggiati o addirittura persi, come nell’Alzheimer, nel Parkinson o nell’ictus? È vero che il nostro cervello contiene cellule staminali attive anche negli individui anziani? E soprattutto, come sarà il nostro cervello all’età di 90 anni?

Sono solo alcune delle domande che negli ultimi decenni hanno appassionato neuroscienziati, affascinato cittadini curiosi di scienza, e dato speranza a pazienti con malattie neurologiche.
Interpretando i ruoli dello scienziato ottimista e di quello pessimista, Luca Bonfanti e Paolo Peretto – ricercatori del NICO Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi – Università di Torino – cercheranno di dare alcune risposte raccontando la storia, lo stato attuale e il futuro delle ricerche sulla plasticità cerebrale.

Appuntamento venerdì 10 marzo alle 21.00 per il ciclo Seralmente, nell’Aula Magna di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino, in Largo Paolo Braccini 2 (già Via Leonardo da Vinci 44) a Grugliasco (TO).
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

fonte: ufficio stampa

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