Patologie vertebrali in aumento: la chirurgia robotica ridisegna le prospettive di cura

In occasione del “World Spine Day 2025” il neurochirurgo Carlo Alberto Benech, pioniere della tecnologia robotica in Italia, accende i riflettori sulle patologie della colonna vertebrale

Torino, 15 ottobre 2025 – Il 16 ottobre 2025 ricorre il World Spine Day, la Giornata mondiale della colonna vertebrale, una data che sottolinea l’importanza del benessere della schiena. Le problematiche alla colonna sono sempre più ‘impattanti’ per la nostra sanità. Secondo l’ultimo Global Health Inclusivity Index, realizzato da Economist Impact i disturbi muscoloscheletrici (DMS) – lombalgia, cervicalgia, traumi e sovraccarichi – rappresentano una delle principali cause di disabilità al mondo.

Non solo. Secondo gli ultimi studi pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet, le persone che soffrono di lombalgia cronica sono aumentate del 60% negli ultimi 25 anni, rendendo questa patologia una vera e propria ‘pandemia silenziosa’: entro il 2050, infatti, questa condizione riguarderà 843 milioni di persone nel mondo.

Ad accendere i riflettori sull’argomento, il neurochirurgo Carlo Alberto Benech, che per primo nel 2018 ha portato in Europa la tecnologia robotica per gli interventi di chirurgia vertebrale, intuendo la portata rivoluzionaria di questo strumento per la chirurgia vertebrale mininvasiva.

Dott. Carlo Alberto Benech

“Le patologie più diffuse sono ernia del disco, stenosi e spondilolistesi. Disturbi che non colpiscono più solo gli over 60, ma anche i 40enni a causa di cattive abitudini quotidiane ed eccessiva sedentarietà – spiega Benech – La prima parola d’ordine è prevenzione, ovvero occuparsi del benessere della schiena, facendo movimento e mantenendo il giusto peso. Dolori e disturbi non vanno mai sottovalutati, ma sottoposti subito all’attenzione dello specialista affinché possa monitorare l’eventuale insorgenza di patologie più serie come l’ernia del disco o la stenosi del canale vertebrale”.

La seconda parola d’ordine è innovazione. Il dott. Benech ha all’attivo oltre 1.000 interventi effettuati con la tecnologia robotica, i cui benefici sono indiscussi: “Quando farmaci e fisioterapia non bastano più, il pensiero della sala operatoria non deve più spaventare poiché grazie ad approcci mininvasivi l’intervento chirurgico è sicuro, efficace e con traumi pari allo zero. In particolare, quando occorre eseguire una artrodesi per stabilizzare la colonna vertebrale, la tecnologia robotica rappresenta ormai una preziosa alleata per il neurochirurgo”.

“Il robot consiste in un braccio robotico unito a uno speciale sistema di navigazione GPS. A partire da immagini TC, il robot ricostruisce in diretta un modello virtuale 3D della colonna del paziente e permette al neurochirurgo di studiare e realizzare l’intervento ideale – prosegue il neurochirurgo – Il sistema GPS assiste infatti lo specialista nel posizionamento dei mezzi di sintesi, ovvero viti e barre, garantendo precisione e sicurezza ai massimi livelli”.

“Si riducono al minimo gli errori e si massimizzano i benefici per il paziente: infatti, i tempi sono ridotti, serve minor anestesia, abbiamo minor sanguinamento e la ripresa è molto più veloce. Per esempio, nel caso di un intervento per ernia del disco, il paziente cammina la sera stessa e il giorno dopo viene dimesso e può tornare in pochi giorni alla sua quotidianità”, conclude il dott. Benech.

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