Patologie tromboemboliche complesse, il nuovo percorso clinico dell’AOU di Modena

Dalla gestione di casi selezionati a un modello multidisciplinare strutturato per trombosi venosa profonda ed embolia polmonare

Modena, 17 febbraio 2026 – L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena consolida e amplia l’attività di trattamento endovascolare delle patologie tromboemboliche presso il Policlinico di Modena, evolvendo verso una pratica clinica sempre più strutturata e integrata. Dopo il primo intervento di trombectomia meccanica eseguito con successo su un paziente oncologico affetto da trombosi venosa profonda (TVP) correlata a catetere venoso centrale a inserzione periferica (PICC), trattato dall’esperienza maturata ha consentito di estendere questo approccio a una casistica più ampia di pazienti complessi.

La collaborazione multidisciplinare tra la Radiologia Interventistica, guidata dal dott. Cristian Caporali, Responsabile della Struttura Semplice di Radiologia Interventistica, e la Struttura Complessa di Medicina Interna e Area Critica (MIAC), diretta dal dott. Lucio Brugioni, ha permesso negli ultimi mesi di trattare complessivamente altri cinque pazienti con patologie tromboemboliche di particolare complessità clinica.

In alto, da sin: Arioli e Vazzana. In basso, da sin: Casari, Caporali, Brugioni e Baldini

In particolare, sono state eseguite procedure di tromboaspirazione meccanica in due pazienti affetti da tromboembolia polmonare e in tre pazienti con trombosi venosa profonda massiva. In questi ultimi casi – che hanno incluso una paziente oncologica con trombosi dell’arto superiore, trattata dal dott. Francesco Ascari, e due pazienti internistici con interessamento iliaco-femorale e sintomatologia severa seguiti dal dott. Federico Casari e dal dott. Christian Caporali – la rimozione meccanica del trombo è stata associata, ove indicato, a tecniche di stenting venoso, con l’obiettivo di ottimizzare il ripristino del flusso ematico e migliorare gli esiti clinici.

Fondamentale, nel percorso di cura dei pazienti più instabili, è stato il contributo della MIAC-UTII (Unità di Terapia Intensiva Internistica), sotto la responsabilità del dott. Andrea Borsatti, in particolare nella gestione dei casi di embolia polmonare a rischio intermedio-alto. L’approccio endovascolare si integra con la terapia farmacologica tradizionale ed è riservato a pazienti selezionati, in presenza di un elevato burden trombotico o di un aumentato rischio emorragico che renda complessa la gestione con sola anticoagulazione.

Un ruolo centrale è svolto anche dagli specialisti del MIAC impegnati nell’ambulatorio di angiologia – dott. Tommaso Baldini e dott. Natale Vazzana – e dall’Ambulatorio della Coagulazione, con il dott. Dimitriy Arioli e il dott. Giulio Degli Esposti, garantendo una presa in carico completa che va dalla valutazione clinico-diagnostica alla gestione terapeutica e al follow-up.

“I risultati ottenuti dimostrano come la sinergia tra competenze diverse rappresenti un valore aggiunto fondamentale nella gestione di pazienti complessi – sottolineano il dott. Cristian Caporali e il dott. Lucio Brugioni – L’esperienza maturata e l’utilizzo di procedure innovative apre ora la possibilità di strutturare un percorso aziendale e interaziendale dedicato al trattamento avanzato delle patologie tromboemboliche sviluppando le linee di buona pratica clinica sulla TVP e l’EP già presenti in Azienda. L’obiettivo futuro è quello di rafforzare ulteriormente il coordinamento con i Dipartimenti Cardio-Nefro-Vascolare e di Emergenza-Urgenza, al fine di garantire una risposta tempestiva, integrata e altamente specializzata, consolidando il ruolo dell’AOU di Modena come centro di riferimento per il trattamento multidisciplinare della trombosi”.

Potrebbero interessarti anche...