Patologie ipotalamo-ipofisarie e alterazioni del sodio, diagnosi spesso tardive. Convegno all’Aou Careggi

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Firenze, 21 novembre 2019 – Le alterazioni del sodio, che sono associate a patologie ipotalamo-ipofisarie in almeno un terzo dei casi, sono il tema del convegno in programma nell’Aula Magna dell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi in Largo Brambilla 3 a Firenze, venerdì 22 novembre a partire dalle 14.00. Responsabile scientifico dell’evento è il prof. Alessandro Peri, direttore della Unit Patologie ipotalamo-ipofisarie e alterazioni del sodio, recentemente istituita a Careggi e dedicata alla diagnosi e terapia di queste condizioni.

La Unit fa parte della SOD di Endocrinologia, di cui è Direttore il prof. Mario Maggi. Le patologie della regione ipotalamo-ipofisaria, che insorgono più frequentemente tra la quarta e sesta decade di vita, possono essere difficili da identificare perché caratterizzate da sintomi, che possono essere non particolarmente evidenti anche per periodi prolungati. In Toscana si stima un totale di circa 700 casi con una media di 130-150 diagnosi all’anno, nell’area metropolitana fiorentina si valuta una prevalenza dai 180 ai 200 pazienti con una media annuale di circa 40 nuove diagnosi.

La diagnosi – ricorda Peri – è spesso tardiva, quando la progressione delle lesioni tumorali della regione ipotalamo-ipofisaria, situata all’interno della scatola cranica, raggiunge una condizione critica, con un peggioramento significativo della qualità di vita del paziente. Le alterazioni ormonali associate alle lesioni di queste ghiandole possono avere ripercussioni su funzioni essenziali per il mantenimento dell’equilibro dell’organismo, come il metabolismo energetico, la funzione riproduttiva, il controllo pressorio e l’equilibrio idro-salino. Per questo è importante diffondere nella comunità medica le conoscenze per percepire il problema e indirizzare verso centri altamente specializzati in grado di approfondire e definire precocemente la natura della patologia.

In gran parte – prosegue Peri – si tratta di tumori istologicamente benigni, trattabili efficacemente con impiego delle tecnologie più innovative mediante approccio neurochirurgico, farmacologico e radioterapico. Una stretta collaborazione è attiva con i colleghi della SOD di Neurochirurgia diretta dal prof. Alessandro Della Puppa e incontri multidisciplinari per la discussione di casi clinici vengono organizzati regolarmente.

La Unit di Careggi – conclude Peri – ha il compito di supportare i pazienti nel percorso assistenziale più adeguato, caratterizzato da una gestione multidisciplinare che coinvolge necessariamente specialità diverse, tra cui principalmente: l’endocrinologia, la neurochirurgia, la neuroradiologia, l’otorinolaringoiatria, la radioterapia, l’anatomia patologica.

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