Parkinson, innovativo neurostimolatore migliora la qualità di vita dei pazienti. Primo impianto in Italia

Il Centro Parkinson della Fondazione Mondino, Istituto Neurologico Nazionale di Pavia IRCCS e la Neurochirurgia Funzionale dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano hanno eseguito venerdì 31 gennaio il primo impianto in Italia, su paziente affetto da Parkinson, del sistema Percept™ PC con la tecnologia BrainSense™ ultima novità nel campo delle tecnologie Deep Brain Stimulation (DBS)

Pavia/Milano, 4 febbraio 2020 – È stato impiantato venerdì 31 gennaio sul primo paziente in Italia affetto da Malattia di Parkinson un nuovo sistema di neurostimolazione – il neurostimolatore Percept™ PC con la tecnologia BrainSense™ – grazie alla collaborazione tra il Centro Parkinson della Fondazione Mondino, Istituto Neurologico Nazionale di Pavia IRCCS e la Neurochirurgia Funzionale dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano che rappresentano da 20 anni un consolidato punto di riferimento nazionale per la DBS nella Malattia di Parkinson. Il nuovo sistema apre nuove frontiere per la cura dei pazienti parkinsoniani.

Questo neurostimolatore è l’unico sistema di stimolazione cerebrale profonda a essere dotato di tecnologia BrainSense™ in grado di rilevare “on-line” l’attività dei neuroni cerebrali direttamente dagli elettrodi impiantati mentre viene somministrata la terapia (stimolazione elettrica) a pazienti con malattia di Parkinson. In questo modo si realizza un monitoraggio continuo degli eventi cerebrali in ‘real-life’.

Questi segnali possono essere registrati e memorizzati sul dispositivo; in questo modo, il tracciamento dell’attività cellulare consente una correlazione con lo stato clinico, con eventuali effetti collaterali associati alla terapia farmacologica e con eventi della vita quotidiana segnalati dal paziente. In base a questi dati, il medico può regolare le impostazioni di stimolazione.

“Questo dispositivo è un punto di svolta – spiega il dott. Claudio Pacchetti, direttore del Centro Parkinson della Fondazione Mondino, IRCCS – ci avvicina davvero all’idea di una medicina personalizzata, e rappresenta un passo significativo verso una nuova tipologia di stimolazione cerebrale che in futuro si adatterà autonomamente alle richieste di benessere del paziente”.

Sono oltre 2.000 i pazienti con sindromi parkinsoniane seguiti ogni anno ambulatorialmente alla Fondazione Mondino, residenti in Lombardia e nelle regioni limitrofe, e sono oltre 300 i pazienti ricoverati annualmente nel reparto dedicato alle fasi avanzate per le cure ad alto contenuto tecnologico.

I candidati all’intervento, selezionati al Mondino, vengono inviati presso il reparto di neurochirurgia del Galeazzi dove vengono sottoposti alla procedura chirurgica. Sono 40-45 all’anno i nuovi impianti di DBS effettuati presso questa struttura. Nell’80% circa dei casi si tratta di malati affetti da Malattia di Parkinson, ma sono trattati anche altri disturbi del movimento come la distonia e il tremore essenziale nonché disturbi comportamentali come la sindrome ossessivo-compulsiva.

Il Parkinson è una malattia con incidenza crescente a causa dell’età sempre più avanzata della popolazione generale. In Italia, ogni anno, si ammalano ‘ex novo’ da 8.000 a 12.000 persone, tra cui anche molti giovani con meno di 50 anni. I farmaci dopaminergici disponibili consentono di contrastare efficacemente e per lunghi periodi i sintomi motori, il tremore, la rigidità muscolare e il rallentamento motorio, migliorando notevolmente la qualità della vita delle persone. Nelle fasi più severe della malattia, quando la terapia farmacologica non è più sufficiente, è necessario ricorrere a terapie più avanzate: è quello il momento in cui viene proposta la DBS.

Il neurostimolatore eroga una corrente elettrica e attraverso dei sottili elettrodi posizionati nei nuclei profondi del cervello, il subtalamo o il globo pallido, e genera impulsi capaci di ‘liberare’ la corteccia cerebrale motoria, migliorando i sintomi della malattia, le abilità e la qualità di vita delle persone.

“Questo nuovo dispositivo consente di registrare l’attività del nucleo in cui è posizionato l’elettrodo permettendoci così di ottimizzare la terapia e la programmazione dello stimolatore, dandoci la possibilità di stabilizzare le condizioni generali del paziente ed evitare le fluttuazioni giornaliere tipiche della malattia di Parkinson”, conclude il dott. Domenico Servello, responsabile dell’Unità Operativa di Neurochirurgia all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano

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