One Health, antimicrobico-resistenza e virus emergenti: INF-ACT presenta il sistema anti-pandemia italiano

Il network formato da oltre 800 ricercatori e 70 istituzioni presenta alcuni dei risultati di 3 anni di lavoro per creare un sistema sanitario d’avanguardia

Roma, 18 novembre 2025 – Ha preso il via a Roma, ieri 17 novembre, l’INF-ACT annual meeting 2025, il terzo appuntamento scientifico del Partenariato esteso INF-ACT, organizzato dalla Fondazione INF-ACT (Hub del Partenariato Esteso) e dall’Istituto Superiore di Sanità (Spoke 4), un progetto nato per rendere l’Italia un Paese capace di affrontare con maggiore prontezza ed efficacia le malattie infettive emergenti. L’appuntamento ha il duplice scopo di condividere con la comunità scientifica i risultati ottenuti nei 3 anni di progetto e di individuare i prossimi passi.

“L’evento, organizzato in prossimità della chiusura del PNRR, non è la fine di un ciclo ma una tappa del viaggio: sappiamo che è necessario proseguire questo percorso, ce lo conferma la bontà dei risultati raggiunti – dichiara Federico Forneris, presidente Fondazione INF-ACT – La direzione è giusta, gli obiettivi raggiunti, ma dobbiamo continuare a camminare se vogliamo realizzare un sistema sanitario d’avanguardia in ottica One-Health e multi/interdisciplinare. Alla base della missione di INF-ACT c’è stata la volontà di strutturare un network esteso ed efficace nella gestione degli interventi su temi di interesse nazionale legati alla ricerca e alla sanità pubblica”.

Prof. Federico Forneris

“In questi tre anni, abbiamo ampliato e consolidato la rete scientifica multidisciplinare: il Partenariato Esteso, originariamente costituito da 25 enti di ricerca pubblici e privati, oggi include circa 70 enti, distribuiti tra università, enti di ricerca, IRCCS, piccole e medie imprese con sede in tutta Italia, e coinvolge nelle attività oltre 800 ricercatori – aggiunge Forneris – Un approccio reticolare che si è espanso tramite gli spoke, che ha consentito di attivare 9 progettualità consorziali attraverso i bandi a cascata, finanziati con circa 18 milioni di euro, cifra ben al di sopra rispetto al minimo previsto per i partenariati estesi (10%)”.

Durante i 4 giorni di incontro, saranno discussi i risultati scientifici su temi quali l’antimicrobico resistenza, i virus emergenti, lo sviluppo di strumenti diagnostici, lo sviluppo delle infrastrutture e delle banche dati condivise, le strategie da adottare per integrare la rete dei presidi sanitari, la raccolta dei dati epidemiologici, la gestione e cura del paziente negli ospedali e come coinvolgere l’opinione pubblica.

L’evento di Roma si sviluppa attraverso tre sessioni scientifiche sulle tematiche principali del progetto e una sessione dedicata alla presentazione delle principali innovazioni, reti ed infrastrutture di ricerca sviluppate.

“I risultati presentati in quest’ultima sessione sono spesso sottovalutati dai media, nonostante gli impatti che si originano. Nel lavoro svolto in questi tre anni, abbiamo focalizzato molto l’attività nella creazione di infrastrutture, reti e set di dati, affinché la conoscenza sia realmente disponibile e condivisa: qui ci sono i prodotti di eccellenza dell’investimento ricevuto, che mostrano ricadute importanti per l’intero Paese.”, conclude Federico Forneris.

Generazione di scienziati

La creazione del dottorato nazionale in One Health Approaches to Infectious Diseases and Life Science Research vanta oltre 90 dottorandi reclutati nei primi tre anni di attivazione, con 25 enti coinvolti e un investimento di oltre 8 milioni di euro a partire da un seed di 2 milioni di euro su fondi PNRR dedicati al partenariato: di fatto si è già più che quadriplicando l’investimento iniziale.

Gli enti coinvolti hanno reclutato oltre 120 giovani ricercatori a tempo determinato e oltre 300 collaboratori tra assegnisti di ricerca, borsisti, tecnologi a tempo determinato e dottorandi di ricerca. Parallelamente, per supportare la continuità delle attività di ricerca, sono stati investiti ulteriori 750.000 euro dedicati ai ricercatori Mid ed Early-Career, stabilendo un’importante partnership con la Fondazione Armenise-Harvard.

Un ponte generazionale

Un approccio di valorizzazione delle nuove energie che si rispecchia anche nel programma del meeting romano, con oltre 40 interventi presentati da ricercatori senior alternati a interventi di giovani ricercatori. Un virtuale un ponte intergenerazionale in cui si enfatizzerà l’importanza della discussione e del confronto tra gli attori del mondo della ricerca per l’avanzamento della conoscenza. Alle presentazioni orali, poi, si aggiungono i risultati scientifici in oltre 200 poster.

Giornata Mondiale dell’Antimicrobico Resistenza

Nell’ambito dell’evento, oggi 18 novembre, Giornata Mondiale dell’Antimicrobico Resistenza, si terrà la sessione “La Resistenza agli Antimicrobici: dalla sorveglianza alla ricerca“ durante la quale saranno presentati i nuovi dati italiani sull’AMR e sulle infezioni correlate all’assistenza, frutto delle sorveglianze coordinate dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero della Salute.

Introdurranno i lavori coi saluti istituzionali il Ministro della Salute on. prof. Orazio Schillaci, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità prof. Rocco Bellantone, il Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità dott. Andrea Piccioli.

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