“Ogni anno correggiamo gli errori degli altri”: chirurghi estetici in campo contro ciarlatani e low-cost

Parte dall’Italia il richiamo di 100 specialisti contro il far west in sala operatoria

Salò, 7 ottobre 2025 – Si chiude con un forte richiamo etico la tre giorni di convegni e approfondimenti sulle più moderne tecniche operatorie che dal 3 al 5 ottobre ha portato a Salò, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, un centinaio di chirurghi plastici da 25 Paesi del mondo per la 21a edizione di BBF, uno dei più importanti convegni europei di medicina estetica.

Sotto accusa, gli specialisti mettono soprattutto il dilagante mercato dei trattamenti eseguiti senza le necessarie competenze mediche, spesso da operatori non qualificati, ma anche gli interventi chirurgici affrontati con leggerezza in strutture non idonee da medici privi di scrupoli. Non solo punturine dunque, ma veri e propri abusi, che finiscono sempre più spesso all’onore delle cronache.

Un fenomeno in crescita a livello globale, che assume contorni particolari in un Paese come l’Italia, che in un solo anno è passata dal nono al quarto posto nella classifica mondiale delle nazioni dove vengono eseguiti più interventi di chirurgia estetica. Un vero boom: dai 757.000 del 2023 agli oltre 1,3 milioni di trattamenti del 2024 (dati ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery).

“Ogni anno, una parte della nostra attività chirurgica è dedicata a correggere gli errori commessi da altri e provocati da trattamenti errati o improvvisati” sottolinea la dott.ssa Chiara Botti, tra i promotori del convegno e docente di chirurgia plastica presso le scuole di specializzazione delle Università di Padova, Verona e dell’Università Cattolica di Roma.

“Siamo di fronte a una vera e propria esplosione di richieste, e la cronaca purtroppo riporta sempre più frequentemente le conseguenze drammatiche che possono scaturire dall’improvvisazione. Non si tratta di censurare le famose punturine, che però sono tutt’altro che innocue e andrebbero somministrate solo da specialisti, ma di lavorare sia sulla formazione dei medici che sulla corretta informazione, senza promettere risultati miracolosi – aggiunge la dott.ssa Botti – La chirurgia estetica non è un supermercato dove possiamo comprare tutto quello che ci ingolosisce di più. Serve una nuova alleanza medico-paziente per mettere un freno agli eccessi e a chi approfitta della buona fede altrui. Perché non basta denunciare i cialtroni, dobbiamo aiutare le persone a riconoscerli”.

Iniziativa completamente no-profit, BBF 2025 era dedicato alla chirurgia plastica facciale e in particolare a lifting e blefaroplastica, due tra le procedure più complesse ma anche più richieste, non solo in Italia. La blefaroplastica, in particolare, nel 2024 è diventata l’intervento estetico più eseguito nel mondo, davanti a liposuzione e mastoplastica additiva, su un totale di 17,4 milioni di interventi di chirurgia plastica a livello globale. In Italia, nel 2024, ne sono state effettuate oltre 56.000.

Nei 3 giorni di incontri e conferenze sono stati eseguiti diversi interventi in live surgery sulle diverse aree del volto, con particolare attenzione allo studio dell’anatomia, delle proporzioni e della tridimensionalità. Un originale speed date chirurgico ha consentito ai partecipanti di confrontarsi direttamente con un membro della facoltà per approfondire i casi clinici presentati.

Il convegno è promosso dal dott. Giovanni Botti, fondatore e Presidente onorario di AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica ed Estetica), e dalla dott.ssa Chiara Botti, docente di chirurgia plastica presso le scuole di specializzazione delle Università di Padova, Verona e dell’Università Cattolica di Roma, direttrice sanitaria di Villa Bella Clinic a Salò (BS).

Il decalogo del paziente consapevole

10 punti da verificare prima di un intervento di chirurgia estetica:

  1. Verificate le credenziali del medico: potete controllare la sua iscrizione all’Ordine dei Medici sul sito FNOMCeO e la sua appartenenza ad almeno una delle due società scientifiche di settore (AICPE, SICPRE).
  2. Restate con i piedi per terra: non fatevi influenzare esclusivamente dai social e non idealizzate il futuro risultato dell’operazione basandovi sulle pubblicità online.
  3. Chiedete dove opera: gli interventi devono svolgersi in strutture sanitarie autorizzate e certificate. Diffidate di studi medici generici o ambulatori non attrezzati per la chirurgia.
  4. Prendetevi tempo per decidere: un chirurgo serio non vi spingerà a decidere immediatamente. La prima visita serve a informare e valutare, non a vendere un servizio.
  5. Esigete chiarezza sui rischi: ogni intervento comporta sempre controindicazioni e possibili complicanze. Devono esservi spiegate nel dettaglio, senza minimizzare.
  6. Chiedete di vedere casi analoghi: verificate con il medico, se possibile, casi di interventi simili al vostro, con risultati realistici. Diffidate di chi promette risultati miracolosi o perfetti.
  7. La Chrurgia low-cost non funziona: sicurezza e competenza non hanno prezzo. Non basate la vostra scelta unicamente su criteri economici.
  8. Non cercate scorciatoie sui controlli pre-operatori: analisi del sangue, elettrocardiogramma, eventuali esami specifici possono sembrare noiosi o eccessivi, ma sono fondamentali per la vostra sicurezza. Chi li minimizza o li salta mette a rischio la vostra vita.
  9. Pretendete un consenso informato dettagliato: non firmate moduli generici. Dovete capire esattamente cosa comporta l’intervento, passo dopo passo.
  10. Assicuratevi del follow-up: chiedete chi vi seguirà nel post-operatorio, con quale frequenza e cosa succederà in caso di complicanze. Il chirurgo deve garantire assistenza continuativa.

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