Nuovi farmaci nel trattamento dei linfomi a basso grado di malignità

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Il 6 maggio al Gemelli il punto in un meeting scientifico promosso dalla cattedra di Ematologia della Cattolica di Roma

Roma, 30 aprile 2015 – “Nuovi farmaci nel trattamento dei linfomi a basso grado di malignità” è il tema del convegno promosso dal prof. Valerio De Stefano, Direttore della Cattedra di Ematologia dell’Università Cattolica – Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, e che si svolgerà mercoledì 6 maggio presso l’Aula Brasca del Policlinico dalle ore 9.00 alle 18.00. Presidenti del Corso i Dottori Luca Laurenti e Stefan Hohaus, dell’Istituto di Ematologia della Cattolica. Obiettivo del meeting scientifico è di illustrare l’applicazione delle nuove molecole alle malattie linfoproliferative croniche, che fino a pochi anni fa disponevano di una conoscenza terapeutica ridotta, e oggi grazie alle nuove competenze biologiche possono beneficiare di farmaci innovativi.

Due le sessioni principali in cui è articolato l’evento. Durante la mattinata, saranno affrontate tematiche che spazieranno dal ruolo della diagnosi differenziale citofluorimetrica, al ruolo della biologia molecolare; dallo sviluppo biologico dei nuovi farmaci alla definizione del paziente anziano e/o con comorbidità. La seconda sessione pomeridiana, sarà invece dedicata ad argomenti legati alla leucemia linfatica cronica, il linfoma marginale e il linfoma follicolare, senza trascurare la macroglobulinemia di Waldenstrom, e il ruolo del trapianto.

“Negli ultimi anni si sta assistendo ad un cambio epocale riguardo le nozioni biologiche e gli sviluppi medici nell’ambito delle malattie linfoproliferative – spiegano gli ematologi del Gemelli Laurenti e Hohaus – Certo è che oggi queste patologie devono essere gestite da professionisti che abbiano chiare le innumerevoli opzioni terapeutiche, e sappiano allo stesso tempo gestire nuove complicanze che possono sorgere.

Il Corso è stato inserito nel Piano Formativo 2015 per la Formazione Continua in Medicina (ECM), ottenendo 9,4 di crediti.

fonte: ufficio stampa

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