Neuroendoscopia robotica mininvasiva su bimbo affetto da epilessia farmacoresistente. Intervento di successo al Meyer

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Una grave malformazione a livello dell’ipotalamo causava al piccolo gravi crisi epilettiche che non rispondevano alla terapia farmacologica. Operato con un intervento di neuroendoscopia robotica, unendo tecnologie avanzate dedicate alla neurochirurgia mininvasiva. Ora si aprono nuove prospettive di cura

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Firenze, 21 agosto 2019 – Il piccolo paziente ha 11 anni e aveva una complessa malformazione cerebrale che gli causava gravi crisi epilettiche resistenti alla terapia farmacologica. Grazie a un innovativo intervento neurochirurgico neuroendoscopico condotto con l’aiuto del robot stereotassico, i chirurghi del Meyer hanno potuto rimuovere la malformazione.

Concentrato di tecnologie mininvasive. L’intervento chirurgico, durato 8 ore, è stato condotto con l’ausilio di diverse tecniche integrate: utilizzando un casco stereotassico, è stato fatto un piccolo foro nel cranio attraverso il quale è stata inserita una microtelecamera di 6 mm (tecnicamente un neuroendoscopio) dotata di un sistema laser di coaugulazione e mobilizzata da un braccio robotizzato controllato dal neurochirurgo.

In questo modo, l’amartoma ipotalamico, malformazione profonda del cervello spesso causa di epilessia farmacoresistente, è stato disconnesso e in parte distrutto, per circoscrivere e interrompere i circuiti neuronali responsabili delle crisi epilettiche.

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Dott. Flavio Giordano

I primi risultati. Questo concentrato di tecnologie, gestite da un team multidisciplinare altamente specializzato, ha permesso di eseguire con successo l’intervento utilizzando una procedura meno invasiva e più accurata di quella a mano libera adottata tradizionalmente. Il bambino è stato dimesso in benessere e le crisi epilettiche sono controllate.

Le prospettive future. L’intervento apre una nuova prospettiva terapeutica nell’ospedale fiorentino: “Il robot stereotassico, già utilizzato al Meyer da più di tre anni per altre procedure stereotassiche di alta complessità come biopsie e impianto di elettrodi cerebrali a scopo diagnostico e terapeutico, si è rivelato estremamente preciso ed efficace anche nelle procedure neuroendoscopiche – spiega il dott. Flavio Giordano, responsabile della Struttura SOSA Neurochirurgia funzionale e dell’epilessia, che ha condotto l’intervento – Questa triplice combinazione robot stereotassico/ neuroendoscopio /coagulazione laser potrà in futuro essere applicata anche al trattamento dei tumori cerebrali”, annuncia. Fondamentale, per l’acquisto di questa dotazione tecnologica all’avanguardia, è stato il sostegno della Fondazione Meyer.

Il team multidisciplinare del Meyer. L’intervento è stato condotto dal dott. Flavio Giordano nell’ambito del programma di Neurochirurgia Funzionale e dell’Epilessia, dopo un accurato inquadramento diagnostico eseguito dalle dottoresse Anna Cavalli e Carmen Barba del Centro di Eccellenza di Neuroscienze guidato dal prof. Renzo Guerrini, Direttore della Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria infantile dell’Università di Firenze.

Importantissimo il supporto tecnologico dell’ing. Matteo Lenge, e la collaborazione dei chirurghi del Centro di Eccellenza di Neurochirurgia, diretto dal dottor Lorenzo Genitori, degli anestesisti e degli infermieri della sala operatoria.

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