Nepal, tra fango e detriti cresce il rischio di epidemie. L’allarme di Save the Children
Roma, 31 agosto 2026 – I bambini stipati nei rifugi pubblici corrono un rischio maggiore di contrarre malattie, anche a causa della difficoltà a reperire acqua pulita per bere e lavarsi all’indomani delle devastanti inondazioni improvvise, che hanno devastato i loro villaggi, causando oltre 900 vittime in Nepal e lasciando più di 4.000 persone ancora disperse. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
Lungo la strada che collega la capitale Kathmandu a Trishuli Bazar – un tempo vivace area di mercato e cuore commerciale del distretto di Nuwakot – si stanno accumulando sacchi per cadaveri che iniziano a emanare un forte odore di decomposizione.
Resti umani e animali in decomposizione, rifiuti non smaltiti e acque stagnanti stanno ulteriormente aumentando il rischio di malattie trasmesse dall’acqua, tra cui diarrea e infezioni cutanee.
Gli operatori di Save the Children hanno riscontrato bambini visibilmente sofferenti, qualcuno è in cura per infezioni delle vie respiratorie e febbre. Alcuni dei minori che ora vivono in edifici comunitari situati in zone più elevate, hanno trascorso giorni all’aperto dopo le inondazioni.
Yalmo*, 57 anni, giunto in un centro di accoglienza a Nuwakot con la propria famiglia, ha riferito che alcuni dei suoi nipoti tossivano, mentre altri bambini presenti nel centro avevano sviluppato una leggera febbre. “C’era molto fango e ci sentivamo male”, ha raccontato Yalmo*, descrivendo come la sua famiglia abbia raggiunto un luogo sicuro a piedi.
Sua moglie, Amita*, 56 anni, stringendo a sé alcuni dei nipoti malati, ha spiegato che la famiglia è rimasta senza nulla dopo che l’acqua ha travolto la loro comunità. “Siamo rimasti troppo a lungo all’aperto, quindi abbiamo mal di gola e febbre” ha detto.
Molte fonti d’acqua nelle aree devastate sono contaminate dai detriti trasportati dalle inondazioni improvvise, lasciando le comunità prive di accesso ad acqua pulita per bere e per l’igiene personale. Le piogge continuano, trascinando torrenti di fango verso le zone dove si sono rifugiate le persone in fuga dalle loro case distrutte.
Mentre le piogge e il rischio di ulteriori inondazioni improvvise continuano a minacciare le comunità dei distretti di Rasuwa e Nuwakot – tra le aree più duramente colpite – i bambini sono anche esposti al rischio di malattie trasmesse da vettori, come la dengue, poiché l’acqua stagnante favorisce la proliferazione delle zanzare.
“Il pericolo immediato legato alle devastanti inondazioni improvvise potrebbe essere passato in alcune zone, ma temiamo che si stia profilando una seconda crisi. Ambienti sovraffollati, acqua contaminata, scarse condizioni igienico-sanitarie e accesso limitato all’assistenza sanitaria creano le condizioni ideali per epidemie che possono colpire duramente i bambini, che arrivano nei centri di accoglienza e nei rifugi temporanei con tosse e altre malattie dove, a volte, mancano i medicinali. Nelle aree rurali o completamente isolate, la situazione sarà ancora più grave” ha dichiarato Tara Chettry, Direttrice di Save the Children in Nepal.
Di fronte al crescente fabbisogno, Save the Children invita governi, donatori e partner umanitari a incrementare i finanziamenti flessibili per la risposta all’emergenza alluvioni in Nepal, al fine di garantire che i bambini e le loro famiglie ricevano l’aiuto di cui hanno bisogno.
Il team di risposta alle emergenze di Save the Children in Nepal è operativo nelle aree colpite e sta distribuendo beni di prima necessità – tra cui acqua potabile, teloni, coperte, kit per la cucina, zanzariere, kit per neonati e prodotti per l’igiene personale come spazzolini da denti – durante la prima fase dell’intervento.
Save the Children opera in Nepal dal 1976. L’Organizzazione gestisce programmi che spaziano dalla protezione dei minori alla tutela dei diritti dell’infanzia, dall’istruzione alla lotta al cambiamento climatico, fino alla parità di genere, alla salute, alla nutrizione e al contrasto alla povertà infantile.
*I nomi sono stati modificati per motivi di protezione




