Migranti, controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela. Presentazione Linea Guida a Roma

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Roma, 11 luglio 2017 – La Linea Guida “Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela per i migranti ospiti nei centri di accoglienza” verrà presentata alla presenza del Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, il prossimo giovedì 13 luglio alle ore 12:00 a Roma, presso la sala Agostini dell’Istituto Nazionale Salute Migrazioni e Povertà (INMP), ente pubblico del Servizio sanitario nazionale (Via di San Gallicano, 25/A).
Il Documento sarà illustrato dal DG dell’INMP, dott.ssa Concetta Mirisola, dal Presidente dell’ISS Istituto Superiore di Sanità, prof. Walter Ricciardi, dal Presidente della SIMM Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, prof. Maurizio Marceca e dal DG della Prevenzione, dott. Raniero Guerra.

Si tratta del primo importante contributo scientifico a livello europeo su un tema di sanità pubblica estremamente attuale.
Il Documento è stato elaborato nell’ambito del Programma Nazionale Linee Guida Salute Migranti, sviluppato dall’INMP in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, a partire dall’esperienza maturata nell’ambito del Sistema Nazionale Linee Guida, e con la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, in quanto unico network scientifico specificamente volto alla tutela della salute degli immigrati e impegnato a sostenere le buone pratiche nell’assistenza sia a livello nazionale che locale, attraverso i propri Gruppi Immigrazione e Salute (GrIS).

La Linea Guida ha l’obiettivo di offrire ai decisori, agli enti gestori dei centri di accoglienza e agli operatori sociosanitari raccomandazioni circa la pratica dei controlli sanitari su profughi e richiedenti protezione internazionale intercettati dal sistema di accoglienza italiano, a fronte dell’incertezza e della eterogeneità nei comportamenti adottati sul territorio nazionale.

All’elaborazione delle raccomandazioni ha lavorato un panel multidisciplinare e multiprofessionale di esperti, scelti in rappresentanza delle principali società scientifiche interessate e di istituzioni sanitarie nazionali e internazionali. È stata seguita una metodologia rigorosamente evidence-based, che ha previsto una ricognizione sistematica della letteratura biomedica sui temi d’interesse (in totale, 1.059 documenti reperiti e valutati criticamente).

Sono state prese in considerazione le principali malattie infettive e diffusive (tubercolosi, malaria, epatite B e C, HIV, parassitosi, infezioni sessualmente trasmissibili) e alcune patologie cronico-degenerative (diabete, anemie, ipertensione, carcinoma cervice uterina) la cui diagnosi precoce si associa a una riduzione degli esiti negativi per la salute e dei costi per il Servizio sanitario nazionale. Sono state anche considerate alcune condizioni – quali la gravidanza – meritevoli di particolare tutela e in grado di modificare il percorso di accoglienza.

Alla luce delle evidenze emerse, per ciascuna delle patologie e condizioni individuate, gli esperti del panel hanno elaborato delle raccomandazioni di taglio clinico-organizzativo, incardinandole all’interno di un percorso modulato e progressivo, che va dalla valutazione iniziale in fase di soccorso alla visita medica completa in prima accoglienza, fino alla “presa in carico” vera e propria nella seconda accoglienza.

Prima della pubblicazione, il Documento è stato sottoposto a revisione aperta, mediante consultazione pubblica via web, al fine di favorire un confronto trasparente, partecipato e costruttivo tra gli stakeholder e gli operatori sociosanitari, e costruire un consenso intorno alle raccomandazioni, che ne agevoli l’implementazione.

Alla presente Linea Guida faranno seguito altri documenti evidence-based su temi relativi alla salute dei migranti, selezionati come prioritari a partire dalle indicazioni dei rappresentanti regionali della Rete nazionale coordinata dall’INMP, di esperti del settore e di qualificati stakeholder.

L’insieme di tali documenti e raccomandazioni concorre alla definizione delle politiche pubbliche a tutela della salute dei migranti in un’ottica di Evidence-based Public Health e alla diffusione di modelli clinico-organizzativi che garantiscano appropriatezza e continuità delle cure.

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