Miastenia, sclerosi multipla e neuroinfiammazioni. Milano al centro della ricerca internazionale

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Milano, 26 novembre 2018 – “Miastenia, Sclerosi Multipla e NeuroInfiammazione sono tre ambiti in cui la Ricerca, sia a livello nazionale che europeo ed internazionale, sta facendo passi avanti importanti. Ecco perché abbiamo invitato a Milano i massimi esperti per un confronto medico-scientifico sia formativo che informativo. La nostra associazione punta molto al dialogo con i pazienti e sostiene progetti di ricerca”, dice il dott. Renato Mantegazza, Direttore del Comitato Scientifico di AIM – Associazione Italiana Miastenia e Malattie Immuno-degenerative – Amici del Besta Onlus.

“Sono stati ad esempio presentati i risultati, realizzati da team transnazionali di ricercatori, per una migliore e precoce diagnosi della sclerosi multipla, studi avanzati sulle indagini genetiche che stanno rivoluzionando gli approcci terapeutici. È emerso come la medicina stia diventando partecipativa. I pazienti sono chiamati a partecipare attivamente a scelte personali sulla malattia e sul proprio benessere a seconda di come reagiscono ai trattamenti medici, che sono sempre più personalizzati. La medicina partecipativa richiederà lo sviluppo di nuovi e potenti approcci per gestire in modo sempre più efficiente e  sicuro le enormi quantità di informazioni personali sui pazienti utili per la ricerca e sarà sempre più necessario fare eventi come questo  di confronto, formazione e informazione sia per i pazienti che per i loro medici , instaurando un dialogo aperto e costante con i ricercatori”, prosegue Mantegazza.

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Da sinistra: J.Oksenberg, Renato Mantegazza, J.F.Howard

L’evento si è svolto presso la Federazione Nazionale delle Associazioni Scientifiche e Tecniche con un servizio di traduzione simultanea e un servizio anche di streaming che ha reso possibile il coinvolgimento e la fruizione delle tre sessioni scientifiche da parte di diverse università e strutture ospedaliere sia italiane che estere. Il tutto a beneficio di ricercatori, medici, studenti specializzandi ed altre associazioni di pazienti, che, per motivi logistici, non avevano potuto essere presenti a Milano.

“Faremo periodicamente altre edizioni di questo Meeting Internazionale – sottolineano il prof. Ferdinando Cornelio, Presidente di A.I.M. e il dott. Renato Mantegazza – proprio perché è essenziale, come succede per l’European Reference Network della Commissione europea, di cui facciamo parte, proseguire un cammino comune, collaborativo, multidisciplinare e di interazione costante a livello internazionale tra medici,  ricercatori e pazienti,  visti sia gli avanzamenti tecnologici che l’evoluzione degli approcci terapeutici che stanno rivoluzionando sia la diagnosi che la cura di queste patologie”.

Sclerosi Multipla
Genetica, epigenetica e ambiente: tre elementi correlati – Think Global-Treat Personal: Development of European / International guide lines for PROS-based health programs – la mattina del 23 novembre sono stati presentati i risultati realizzati da team transnazionali di ricercatori per una migliore e precoce diagnosi.

Sono emersi i dati più aggiornati sulle indagini genetiche ed epigenetiche che si stanno svolgendo per la diagnosi e cura della sclerosi multipla. In particolare il prof. Jorge R. Oksenberg, Dipartimento di Neurologia, Institute of Human Genetics, Weill Institute for Neurosciences, Università della California, San Francisco ha evidenziato il ruolo delle modificazioni epigenetiche e delle varianti genetiche e i risultati negli anni ottenuti dall’International Multiple Sclerosis Genetics Consortium di cui fanno parte dal 2003 molte istituzioni a livello mondiale. Il prof. Calabrese ha spiegato come sia cambiata negli anni la neuroradiologia con una rilevanza sempre maggiore di utilità sia per la diagnosi che per la cura della sclerosi multipla.

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Il prof. Ariel Miller, PhD, Carmel Medical Center; Technion, Haifa, di Israele ha illustrato come siano negli anni mutati i paradigmi sulla sclerosi multipla e ad esempio come i trattamenti nella sclerosi multipla siano sempre più orientati ad un approccio “patient-centric” visto che non si può più parlare di una malattia ma  di una sindrome clinica ad spettro ampio, proprio grazie agli sviluppi di sotto-tipologie di biomarcatori, agli studi sui linfociti B; il fatto che non si tratti di una patologia solo immunologica ma che ha importanti componenti neurodegenerative e lo sviluppo sempre maggiore di strategie neuro-protettive; oltre ai risultati di ricerche che confermano come il coinvolgimento della materia grigia CNS sia significativo.

Il prof. Fredrik Piehl, Head of research Academic Specialist Center (SLSO), Dept. Neurology, Karolinska University Hospital, Dept. Clinical Neuroscience, Karolinska Institutet ha sottolineato le ricerche più aggiornate sul decorso clinico della sclerosi multipla.

La scoperta di nuovi trattamenti e strumenti diagnostici è sempre più veloce grazie all’ approccio multidisciplinare dei team internazionali ed europei e al trasferimento della conoscenza scientifica “dal laboratorio al letto del paziente” con l’utilizzo di colture cellulari o di modelli animali ed algoritmi scientifici applicati.

Miastenia
Gli esperti si sono confrontati sulle novità relative alla miastenia grave e ai disturbi correlati. Il prof. Markus A. Ruegg, Biozentrum, University of Basilea ha sottolineato il ruolo della neurobiologia della giunzione neuromuscolare; il prof. Nils Lycke, University of Gothenburg ha presentato i dati di un toll traslazionale per la miastenia grave, gli avanzamenti di esperimenti fatti su tolleranza e lo sviluppo di vaccini per una immunizzazione.

La dott.ssa Paola Cavalcante, del Besta ha sviluppato il tema del processo autoimmune della miastenia e il ruolo del timo. Il prof. James F. Howard, Departments of Neurology, Medicine & Allied Health, University of North Carolina at Chapel Hill, Department of Clinical Sciences (Neurology), North Carolina State College of Veterinary Medicine, ha parlato delle strategie terapeutiche emergenti per la miastenia grave.

C’è stato un approfondimento sulla Sindrome miastenica di Lambert-Eaton da parte della prof.ssa Anna Kostera-Pruszczyk, Department of Neurology, MedicalUniversitydi Varsavia. Mentre il prof. Lorenzo Maggi, dell’Istituto Besta ha relazionato sulle nuove terapie relative alle sindromi miasteniche congenite che spesso sono già presenti durante la vita fetale, ma l’età di insorgenza può variare notevolmente, dal periodo neonatale all’età adulta e che , nelle forme più gravi, vedono coinvolti anche i muscoli respiratori.

Neuroimmunità e neurodanno
La giornata del 24 novembre è stata dedicata alle neuro-infiammazioni che si è compreso come siano alla base di diverse patologie neurodegenerative e neurologiche. I dati evidenziano come,sia a livello europeo che internazionale, sempre più le neuro-infiammazioni possano essere elemento modificatore di rilievo correlate a disturbi neurologici del sistema centrale nervoso, ed abbiano un ruolo rilevante in patologie quali l’epilessia e in diverse altre specifiche patologie neurodegenerative.

La prof.ssa Francesca Aloisi, Dipartimento di Neuroscienze, Istituto Superiore di Sanità di Roma ha spiegato come oggigiorno si conosca meglio l’eziopatogenesi della sclerosi multipla e l’eterogeneità delle terapie grazie agli avanzamenti negli studi sull’autoimmunità.

La dott.ssa Annamaria Vezzani, PhD Dept. of Neuroscience, Mario Negri Inst. for Pharmacological Research IRCCS di Milano ha presentato i più recenti studi su neuro-infiammazioni ed epilessia e i risultati in avanzamento del progetto europeo EPITARGET che si concluderà nel 2020 con studi clinici prospettici e lo sviluppo di un nuovo biomarcatore coinvolto nella malattia da utilizzare sia per scopi terapeutici, sia prognostici.

La dott.ssa Monika Bradl, Center for Brain Research, Medical University di Vienna ha relazionato sull’autoimmunità anticorpo-specifica(AQP4 e MOG)e il neurodanno e su come la localizzazione di lesioni dipendano anche dalla concentrazione di antigeni e siano diversi in base all’età, al genere e alla diversa  modalità di sensibilizzazione del paziente.

La ricerca degli ultimi anni ha ad esempio suggerito che alla neuro-degenerazione contribuisce in parte una cascata di processi collettivamente chiamata neuro-infiammazione che influenza l’unità neurovascolare. Come ha sottolineato il prof. Rudolf Martini, Department of Neurology, Developmental Neurobiology, University Hospital Würzburg le neuroinfiammazioni agiscono come modificatrici dei disordini neurologici causati geneticamente relativi al sistema nervoso centrale. Recenti osservazioni indicano come le terapie destinate alle cellule gliali possano fornire vantaggi alle persone affette da disturbi neuro-degenerativi.

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1 Risposta

  1. Lorenzo scrive:

    Sempre la solita ricerca frammentata, quando le cause sono comuni in tutti i tipi di malattie autoimmuni. Nonostante ci siano forti indizi su infezioni virali e conseguenti disbiosi croniche, le quali andranno a selezionare il tipo di autoimmunità che il soggetto svilupperà in base anche alla sua genetica e al tipo di microbiota ospite.
    Quasi 30 milioni di persone negli USA soffrono di queste condizioni e non si parla di epidemia ancora?? Con l’HIV le avete messe in campo le risorse…

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