Meno radioterapia nel tumore dell’endometrio: la profilazione molecolare indica la terapia personalizzata

Vienna, 6 maggio 2025 – Il tumore dell’endometrio è la neoplasia ginecologica più comune nei Paesi ad alto sviluppo e colpisce più spesso le donne dopo la menopausa. La maggior parte delle donne viene diagnosticata in fase precoce, quando gli esiti del trattamento sono generalmente favorevoli.

Per le donne con malattia ad alto rischio intermedio, la radioterapia adiuvante – in particolare la brachiterapia vaginale (una forma di radioterapia interna somministrata direttamente nell’area vaginale) – è comunemente utilizzata dopo l’intervento chirurgico per ridurre il rischio di recidiva. Tuttavia, le pazienti non ne hanno ugualmente bisogno e alcune possono ricevere più trattamenti del necessario, esponendosi a potenziali effetti collaterali senza benefici aggiuntivi. Inoltre, un piccolo sottogruppo di pazienti sembra essere sottotrattato quando viene trattato solo con la brachiterapia vaginale.

Ciò ha suscitato un crescente interesse nell’adattare il trattamento utilizzando il profiling molecolare, un metodo che esamina le caratteristiche genetiche e biologiche di un tumore per guidare le decisioni cliniche. Aiuta a identificare quali pazienti hanno maggiori probabilità di trarre beneficio dalla radioterapia e quali possono evitarla con sicurezza.

Un importante studio internazionale, PORTEC-4a, fornisce la prova più solida che il profilo molecolare può ridurre in modo sicuro la radioterapia per le donne con tumore dell’endometrio in fase iniziale, identificando al contempo quelle che beneficerebbero di un trattamento più intensivo. I risultati, presentati oggi a ESTRO 2025, il congresso annuale della Società Europea di Radioterapia e Oncologia (ESTRO), segnano un significativo passo avanti nel trattamento personalizzato del cancro.

Perché è importante

Il cancro dell’endometrio è il tumore ginecologico più comune e la sua incidenza è in aumento a livello globale. Gli studi PORTEC hanno svolto un ruolo fondamentale nel perfezionare le strategie di trattamento, assicurando un uso efficace della radioterapia e riducendo al minimo gli effetti collaterali. I risultati del PORTEC-4a evidenziano:

  • Trattamento più preciso – Il profilo molecolare aiuta a personalizzare le decisioni di radioterapia in base alle caratteristiche individuali del tumore.
  • Riduzione del sovratrattamento – Quasi la metà delle pazienti nello studio ha evitato in modo sicuro le radiazioni senza compromettere il controllo del tumore.
  • Migliori risultati per le pazienti a maggior rischio di recidiva – Lo studio suggerisce che le pazienti con profili tumorali sfavorevoli beneficiano di un approccio radioterapico più intensivo.
Principali risultati del PORTEC-4a

Lo studio randomizzato PORTEC-4a ha arruolato 592 donne in otto Paesi europei con tumore dell’endometrio a rischio (alto o intermedio). Il test molecolare ha classificato i tumori in categorie di rischio, consentendo di adattare il trattamento di conseguenza:

  • Il 46% delle pazienti nel braccio con profilo molecolare ha evitato in modo sicuro la radioterapia.
  • Le pazienti con un profilo molecolare sfavorevole hanno ricevuto un approccio radioterapico più intensivo, la radioterapia pelvica invece della brachiterapia vaginale, e i risultati suggeriscono un migliore controllo locoregionale, con un tasso di recidiva dell’8,4% rispetto al 30,5% di quelle che hanno ricevuto il trattamento standard senza profilo molecolare.

“Utilizzando la profilazione molecolare, possiamo adattare il trattamento al rischio individuale di ogni paziente – ha dichiarato la dott.ssa Anne Sophie V.M. van den Heerik, ricercatrice principale dello studio PORTEC-4a, del Centro Medico Universitario di Leida, Paesi Bassi – Questo approccio ci permette di ridurre in modo sicuro la radioterapia per molte donne, assicurando al contempo che quelle che ne hanno bisogno ricevano la terapia più efficace. È un passo importante verso un trattamento del cancro più personalizzato e meno invasivo”.

I risultati dimostrano che quasi la metà delle pazienti può essere tranquillamente risparmiata dalla radioterapia, mantenendo ottimi tassi di sopravvivenza. Inoltre, le analisi esplorative suggeriscono che le pazienti con un profilo molecolare sfavorevole possono beneficiare di un approccio radioterapico più intensivo per ridurre i rischi di recidiva.

Una svolta per l’oncologia di precisione

“Lo studio PORTEC-4a è una svolta – ha dichiarato il prof. Matthias Guckenberger, Presidente di ESTRO, Presidente del Dipartimento di Radiologia Oncologica e Professore Ordinario presso l’Ospedale Universitario di Zurigo e l’Università di Zurigo – Questa ricerca dimostra che la medicina di precisione sta trasformando il trattamento del cancro. Identificando le pazienti che traggono i maggiori benefici dalla radioterapia, possiamo massimizzarne l’impatto, migliorare la qualità di vita di migliaia di donne in tutto il mondo e mantenere un eccellente controllo del cancro”.

Questi risultati aprono la strada a un approccio più personalizzato al trattamento del tumore dell’endometrio, garantendo che ogni paziente riceva il trattamento più efficace e meno invasivo in base alla biologia del tumore e al profilo di rischio.

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Phase III trial shows molecular profiling can safely reduce radiation for women with endometrial cancer and optimise treatment for patients at a higher risk

Vienna/Austria, 6 may 2025 – Endometrial cancer is the most common gynecological cancer in high-developed countries, most often affecting women after menopause. The majority of women are diagnosed at an early stage, when treatment outcomes are generally favorable. For women with high-intermediate risk disease, adjuvant radiotherapy — particularly vaginal brachytherapy (a form of internal radiotherapy delivered directly to the vaginal area) — is commonly used after surgery to reduce the risk of recurrence. However, patients don’t need it equally, and some may receive more treatment than necessary, exposing them to potential side effects without added benefit. Furthermore a small subgroup of patients seem to be undertreatment when only treated with vaginal brachytherapy.

This has sparked growing interest in tailoring treatment using molecular profiling, a method that examines the genetic and biological features of a tumour to guide clinical decisions. It helps identify which patients are most likely to benefit from radiotherapy, and which can safely avoid it.

A major international study, PORTEC-4a, provides the strongest evidence yet that molecular profiling can safely reduce radiotherapy for women with early stage endometrial cancer while identifying those who would benefit from more intensive treatment. The results, presented today at ESTRO 2025, the annual congress of the European Society for Radiotherapy and Oncology (ESTRO), mark a significant step forward in personalised cancer treatment.

Why this matters

Endometrial cancer is the most common gynaecological cancer, and its incidence is rising globally. The PORTEC trials have played a key role in refining treatment strategies, ensuring that radiotherapy is used effectively while minimising side effects. The findings from PORTEC-4a highlight:

  • More precise treatment – Molecular profiling helps tailor radiotherapy decisions based on individual tumour characteristics.
  • Reduced overtreatment – Nearly half of patients in the trial safely avoided radiation without compromising cancer control.
  • Improved outcomes for patients at a higher risk of recurrence – The study suggests that patients with unfavourable tumour profiles benefit from a more intensive radiation approach.
Key findings from PORTEC-4a

The randomised PORTEC-4a trial enrolled 592 women across eight European countries with (high-)intermediate risk endometrial cancer. Molecular testing classified tumours into risk categories, allowing treatment to be adapted accordingly:

  • 46% of patients in the molecular-profile arm safely avoided radiotherapy.
  • Patients with an unfavourable molecular profile received a more intensive radiation approach, pelvic radiotherapy instead of vaginal brachytherapy and the results suggest better locoregional control, with a recurrence rate of 8.4% compared to 30.5% in those who received standard treatment without molecular profiling.

“By using molecular profiling, we can tailor treatment to each patient’s individual risk – said Dr Anne Sophie V.M. van den Heerik, lead investigator of the PORTEC-4a trial, from The Leiden University Medical Centre, The Netherlands – This approach allows us to safely reduce radiotherapy for many women while ensuring that those who need it receive the most effective therapy. It’s a major step towards more personalised and less invasive cancer treatment”.

The findings demonstrate that nearly half of patients can be safely spared radiotherapy while maintaining excellent survival rates. Additionally, exploratory analyses suggest that patients with an unfavourable molecular profile may benefit from a more intensive radiation approach to reduce recurrence risks.

A game-changer for precision oncology

“The PORTEC-4a trial is a game-changer – said Prof Matthias Guckenberger, President of ESTRO, Chairman of the Department of Radiation Oncology and full Professor at the University Hospital Zurich and University of Zurich – This research proves that precision medicine is transforming cancer treatment. By identifying patients who have the largest benefit from radiotherapy, we can maximise its impact, improve quality of life for thousands of women worldwide, and maintain excellent cancer control”.

These findings pave the way for a more personalised approach to treating endometrial cancer, ensuring that each patient receives the most effective and least invasive treatment based on their tumour biology and risk profile.

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