Medicina estetica, allarme per i ritocchi fai da te

Dalla Federazione Italiana Medici Estetici (FIME) un monito ai pazienti che, per risparmiare, si auto-iniettano sostanze per ridurre le rughe o aumentare le labbra. Prof.. Raffaele Rauso, past president FIME: “I filler di nuova generazione richiedono un’approfondita conoscenza anatomica, altrimenti si sfigura il viso”

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Roma, 7 ottobre 2017 – “Dopo un anno di dubbi mi sono autofillerata le labbra e sono strafelice!” annuncia entusiasta Pennycillina. “Chi fa da sola le punturine nasolabiali? Bucando la pelle sanguina tantino… è il caso di proseguire?” chiede preoccupata Babi781. “Vuoi informazioni su come fare da sola le punturine? La domanda è quasi settimanale sul forum, fai una ricerca” risponde Mire0707 a una nuova arrivata.

Sul web si moltiplicano chat e tutorial per chi decide di farsi in casa trattamenti di medicina estetica, come biorivitalizzazione, filler o addirittura botulino, che è un farmaco. Un trend costante che non accenna a diminuire, tanto che dalla Federazione Italiana Medici Estetici (FIME) lanciano l’allarme: all’ultimo congresso anche Domenico Piccolo, già presidente dell’Associazione Dermatologi Italiani Ambulatoriali, è intervenuto sul tema per segnalare il fenomeno e denunciare i danni, anche gravi, che possono derivare da queste pratiche.

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Prof. Raffaele Rauso

“Sembra assurdo, ma ci sono persone che, per risparmiare qualcosa, decidono di auto-iniettarsi sostanze nel viso senza averne le competenze – dichiara Raffaele Rauso, past president della FIME e docente all’Università degli Studi di Foggia – Puntualmente arrivano nel mio studio pazienti che, dopo avere fatto qualche seduta di medicina estetica o dopo aver guardato qualche tutorial, si sono improvvisati medici estetici causando qualche guaio: se ne vergognano talmente tanto che a volte non dicono nemmeno di aver fatto da soli”.

Mai come ora, invece, le punturine fai-da-te sono assolutamente sconsigliate: “Le tecniche di medicina estetica sono molto evolute in questi anni – spiega il prof. Rauso – Le pratiche sono mininvasive, è vero, ma sempre più vicine alla chirurgia: basti pensare che oggi, anche per i medici estetici, si fanno corsi di approfondimento su cadaveri, che fino a qualche anno fa erano ad esclusivo appannaggio di chi voleva fortificare le sue competenze chirurgiche e non certo medico estetiche”.

Prima di decidere di iniettarsi da soli delle sostanze, il prof. Rauso sottolinea l’importamza di considerare cinque aspetti:

  1. Sterilità di ambienti e materiali. Lavorando in casa e non in uno studio medico, senza le dovute accortezze, spesso le pratiche igieniche di base non sono rispettate. Si usano aghi non sterilizzati, rischiando con molta facilità di provocare infezioni o ascessi che richiedono, nel migliore dei casi, una terapia antibiotica.
  2. La scelta dei prodotti. Le pazienti fai-da-te acquistano i prodotti consigliati sui forum o con il passaparola. Gli acquisti si fanno su internet o in farmacia, grazie a ricette fatte da medici compiacenti o amici. Il problema è che spesso i prodotti sono un mix non meglio precisato di vitamine e altre sostanze di dubbia provenienza, senza il marchio CE o garanzie di qualità. In altri casi non sono i prodotti giusti per quello che si vuole fare: oggi ne esistono talmente tanti in commercio che è difficile orientarsi. Oltre allo scarso risultato estetico, possono causare reazioni allergiche e lasciare sfigurati, anche in modo permanente.
  3. Risultati estetici. Fino a qualche anno fa i filler venivano iniettati solo nei tessuti più superficiali come cute e sottocute mentre oggi, grazie a nuovi studi sull’invecchiamento, si è capito che l’esclusivo aumento di volume superficiale crea solo un “anomalo gonfiore”, concetto ben lontano dal ringiovanimento. Per questo i filler di nuova generazione possono essere iniettati in profondità, consentendo di ottenere risultati naturali e duraturi, ripristinando la morfologia del volto fin dall’impalcatura ossea che nel tempo tende a rimaneggiarsi e riassorbirsi. Una conoscenza anatomica approfondita è quanto mai necessaria, altrimenti si rischia di lesionare nervi e vasi sanguigni di calibro maggiore rispetto ad i capillari che si incontrano in superficie.
  4. Le ‘punturine’. Solo un medico con una preparazione specifica nel campo estetico sa dove e quanto materiale iniettare per ottenere risultati naturali, non basta guardare un disegno con i punti evidenziati o un video per acquisire queste competenze. Senza considerare che bisogna sapere come agire tempestivamente in caso si verifichino reazioni avverse. Non bisogna dimenticare che filler e botulino possono essere iniettati solo da medici, non da infermieri o estetisti: prima di farlo, verificate anche che abbia una preparazione specifica nel campo estetico.
  5. L’aspetto economico. I kit fai-da-te hanno costi a partire da 40 euro, mentre una ‘punturina’ fatta da un medico estetico parte dai 300 euro. Il risparmio può sembrare davvero notevole, ma non fatevi ingannare: solo il filler a un medico costa dai 100 ai 200 euro, quindi sotto certe cifre non è possibile scendere, a scapito di qualità o professionalità. E bisogna considerare che risolvere i danni può essere molto, molto più costoso e, in alcuni casi, non è neanche possibile: il rischio è rovinarsi per sempre.
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