Manifestazione degli infermieri all’ospedale Garibaldi di Catania

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Fsi-Cni: “Prevista la chiusura del pronto soccorso del Vittorio Emanuele, l’apertura di quello del policlinico e dell’ospedale S. Marco. Con quale personale?”

manifestazione-infermieri-cni-marzo-2016-1Catania, 9 marzo 2016 – Infermieri in piazza stamane, davanti l’ospedale Garibaldi centro. La protesta è stata organizzata dal comitato spontaneo dei lavoratori del pronto soccorso. A loro sostegno anche la Fsi-Cni Sicilia, Coordinamento Nazionale Infermieri – Federazione Sindacati Indipendenti.

“La manifestazione per denunciare la grave situazione dei lavoratori all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi, situazione che ha degli evidenti riflessi sulla qualità delle prestazioni erogate con grave disagio per i pazienti afferenti allo stesso – spiega Calogero Coniglio, segretario territoriale regionale Fsi-Cni – la carenza di personale è in quasi tutti reparti a cominciare dai Pronto soccorso.

“Alla base c’è una cattiva amministrazione delle poche risorse – chiarisce Biagio Cirino, dirigente sindacale Fsi-Cni – i cittadini devono sapere quali sono i veri problemi degli ospedali e dell’assistenza: turni massacranti, carenza di personale, carenza di posti letto, disservizi del 118, scarsa assistenza domiciliare, assenza di continuità assistenziale. E’ inaccettabile riscontrare un numero di infermieri nelle regioni del Nord superiore, si passa infatti dai 38 infermieri per 10.000 abitanti della Sicilia a 40 Infermieri per 10.000 abitanti della regione Campania per arrivare ai 72 Infermieri per 10.000 abitanti del Friuli Venezia Giulia”.

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Da sinistra: Calogero Coniglio e Biagio Cirino

La situazione al pronto soccorso del Garibaldi era stata denunciata il 24 febbraio scorso da Calogero Coniglio e da Maurizio Cirignotta, dirigente sindacale Fsi-Cni, con una diffida indirizzata alla direzione generale, lettera nella quale il sindacato Fsi-Cni in merito alla carenza di personale infermieristico al Pronto soccorso.

“Servono assunzioni a tempo indeterminato e non contratti con liberi professione, in caso di mancato accoglimento della nostra istanza – avverte Coniglio – verrà presentato un apposito esposto alle autorità competenti per le criticità descritte a salvaguardia e tutela della sicurezza del personale sanitario e dei pazienti ricoverati”.

“La sanità pubblica siciliana cade a pezzi – prosegue il coordinatore territoriale regionale della Fsi-Cni Sicilia – e l’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi sbandiera da mesi ogni giorno alla stampa di poter assumere 5.000 persone, poi 8000 creando false aspettative a molti infermieri disoccupati o che aspettano con mobilità di rientrare a lavorare in Sicilia Basta parole si passi ai fatti”.

manifestazione-infermieri-cni-marzo-2016-2“I provvedimenti legislativi ed economici che a più riprese hanno interessato la sanità italiana in questi ultimi anni, fondati essenzialmente su tagli lineari della spesa sanitaria, hanno provocato pesanti ripercussioni sul sistema dell’offerta dei servizi, minacciando l’erogazione stessa dei livelli essenziali di assistenza – prosegue Coniglio – La Regione però continua a non avere consapevolezza della reale situazione in cui versano i reparti, discute solo in termini ragionieristici e intanto la gente muore perché non trova strutture adeguate, senza assistenza infermieristica si muore”.

“Vogliamo far conoscere ai cittadini catanesi le carenze e accendere i riflettori su un problema che non è solo dei lavoratori – dichiara Coniglio – Se oggi i pazienti hanno ricevuto un ottimo livello di assistenza è solo per l’abnegazione dei dipendenti. Ma le carenze devono essere monitorate e affrontate. Tutto il personale è pronto a far sentire la propria voce”.

Il progetto sanitario metropolitano per Catania di avere un grande e specializzato pronto soccorso in centro, in grado di “smistare” e ricoverare i pazienti negli ospedali periferici non sembra decollare.

“Con la chiusura del pronto soccorso del Vittorio Emanuele il bacino d’utenza dei quartieri limitrofi ad esso si riverserà al pronto soccorso del Garibaldi, con quale personale infermieristico e sanitario si potrà garantire il servizio di urgenza con l’aumentato afflusso di accessi? Se prima si potenzia strutturalmente il pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi, che rimarrà l’unico nel centro città? Con quale personale intendono inaugurare a breve il pronto soccorso del policlinico? L’apertura del pronto soccorso del policlinico Rodolico permetterebbe di alleggerire la mole di lavoro del Garibaldi – continua Calogero Coniglio – La struttura del pronto soccorso del policlinico è pronta da mesi ma ancora non è stata inaugurata, perché?”.

Il rischio secondo il sindacato è che la struttura non entrando in funzione possa diventare un rifugio per animali e sbandati. “Non possiamo permettere che diventi un monumento allo spreco di denaro pubblico. Rendere accessibile la struttura del pronto soccorso significa dare un servizio migliore ai cittadini della zona e nuove opportunità di lavoro per infermieri e medici. Con quale personale intendono aprire l’ospedale S. Marco, tutto però ci appare poco chiaro e disorganizzato”, conclude Calogero Coniglio.

fonte: ufficio stampa

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