Malattie renali e ipertensione dell’adulto. La diagnosi è prenatale

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Uno studio pone l’attenzione della comunità scientifica su alcuni fattori di rischio che fin dalla gravidanza possono anticipare lo sviluppo nel bambino e nell’adulto di malattie renali e ipertensione

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Roma, 20 aprile 2017 – Perché alcuni di noi sono più predisposti a sviluppare malattie del rene o avere valori di pressione arteriosa elevati? Ce lo chiarisce un articolo pubblicato l’8 Marzo 2017 dal Lancet, una delle più prestigiose riviste scientifiche, che suggerisce inoltre alcune semplici raccomandazioni per prevenire malattie renali e ipertensione nell’età adulta.

L’articolo è il risultato delle osservazioni e raccomandazioni di un gruppo di lavoro internazionale multidisciplinare (Low Birth Weight and Nephron Number Working Group) di 39 esperti di 9 paesi, che si è costituto in occasione dell’workshop organizzato il 4 Aprile 2016 presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” dell’Istituto Mario Negri a Ranica (Bergamo), da Giuseppe Remuzzi e Norberto Perico (Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Bergamo), Dario Manfellotto (Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina, Roma) e Marco Somaschini (Clinica Sant’Anna di Sorengo, Lugano, Svizzera).

“È la prima volta – afferma Giuseppe Remuzzi, coordinatore delle ricerche dell’Istituto Mario Negri di Bergamo – che nefrologi pediatrici e dell’adulto, ostetrici, ginecologi e neonatologi di fama internazionale condividono la necessità di porre all’attenzione della comunità scientifica alcuni fattori di rischio che fin dalla gravidanza possono anticipare lo sviluppo nel bambino e nell’adulto di malattie renali e ipertensione. Geni ereditati al concepimento possono essere un fattore importante che contribuisce allo sviluppo di malattie renali dell’adulto. Ma un’altra influenza rilevante è data dalla vita fetale durante la gravidanza. La qualità e la quantità di nutrienti che il feto riceve nel grembo materno, l’esposizione a inquinanti, farmaci e infezioni durante la gravidanza, e la salute della mamma in gravidanza sono fattori che influenzano in modo determinante lo sviluppo delle unità elementari funzionali (i medici le chiamano nefroni) che costituiscono i reni”.

In condizioni di gravidanza normale, il neonato nasce con circa 1 milione di nefroni. Non se ne formano altri durante tutta la vita. Se il neonato nasce con un basso peso (meno di 2.5 kg), o è piccolo in rapporto alla sua età gestazionale, è molto probabile che anche i reni siano meno sviluppati e contengano un numero inferiore di nefroni rispetto alla norma.

“Il ridotto numero di nefroni alla nascita – continua Remuzzi – aumenta la suscettibilità alle malattie renali nel bambino e nell’adulto, in quanto i reni, che ora non possono più formare altri nefroni, hanno una minor capacità di compensare eventuali danni di tipo tossico o di altra natura a carico del tessuto renale che si verificano nel corso della vita”.

Ciò spiega come basso peso alla nascita, malattie renali e ipertensione siano molto più comuni tra le popolazioni più povere del mondo e nei più indigenti tra i soggetti che vivono nei nostri Paesi industrializzati.

“Come si raccomanda nell’articolo di Lancet – aggiunge Dario Manfellotto, Direttore di Medicina Interna dell’Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina – è importante che i futuri genitori adottino i giusti comportamenti sin dalle prime fasi del concepimento per lo sviluppo futuro del feto. L’alimentazione è fondamentale. Quando l’alimentazione non è corretta o non equilibrata, o se la mamma fuma o abusa di alcool durante la gravidanza, si può compromettere lo sviluppo del feto e concorrere alla nascita prematura o sottopeso del bambino”.

Per tutte le situazioni considerate più a rischio, il gruppo di lavoro ha definito le “buone pratiche” in termini di prevenzione. “È importante favorire l’allattamento al seno nei primi sei mesi di vita del neonato, controllare la pressione arteriosa e l’esame delle urine fin da piccoli – spiega Marco Somaschini, neonatologo della Clinica Sant’Anna, Lugano – per cogliere con tempestività i segnali di un funzionamento non ottimale dei reni, ridurre l’uso dei farmaci potenzialmente tossici per i reni”.

Ma i bambini nati sottopeso dovranno anche essere incoraggiati a sottoporsi a visite mediche periodiche durante l’età scolare e successivamente nell’età adulta, ma in ogni caso adottando corretti stili di vita.

Adottare le raccomandazioni del gruppo di lavoro durante la gravidanza e nel periodo neonatale si tradurrà in importanti benefici a lungo termine per quel che riguarda in futuro lo stato di salute con conseguente risparmio dei costi enormi che i sistemi sanitari dei vari paesi del mondo devono oggi sostenere per far fronte al trattamento dei pazienti con malattie renali e ipertensione, annoverate globalmente tra le cause più frequenti di morte e disabilità che si traduce in peggiore qualità di vita.

fonte: ufficio stampa

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