Lotta all’ictus cerebrale. Visite gratuite all’ospedale Molinette di Torino

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ictusTorino, 20 gennaio 2017 – In occasione della Giornata regionale di lotta all’ictus cerebrale di ALICe Piemonte (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale Presidente – presieduta dal dott. Dario Giobbe), la Clinica Neurologica 1 universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (Direttore prof.ssa Maria Teresa Giordana) e la S.I.S.S. (Società Italiana di Studio dello Stroke Presidente – presieduta dal dott. Vincenzo Andreone) organizzano sabato 21 gennaio, presso l’ospedale Molinette, dalle ore 9.00 alle 13.00 nei locali della Clinica Neurologica (via Cherasco 15 piano terra), uno Screening preventivo gratuito con misurazione di pressione, glicemia e colesterolemia ed effettuazione di MoCA test per il rilievo di sottili deficit cognitivi.

Lo screening sarà preceduto da una conferenza introduttiva (Relatori Maria Teresa Giordana e Dario Giobbe) nell’Aula Magna della Clinica Neurologica (via Cherasco 15 1° piano). Lo scopo della manifestazione è di render noti ad un pubblico il più vasto possibile i concetti prioritari nella lotta all’ictus individuati dalla comunità scientifica internazionale. Tali concetti possono essere così riassunti:

1. Ictus: una catastrofe prevenibile e trattabile

  • Età, diete non salutari, fumo, inattività fisica causano una crescente epidemia di ipertensione, ipercolesterolemia, obesità, diabete mellito, ictus, infarto cardiaco, demenza vascolare.
  • Nel mondo l’ictus è responsabile di 5,7 milioni di morti all’anno ed è al secondo posto come causa di morte dopo l’infarto cardiaco; è anche la causa più importante di invalidità e può colpire chiunque indipendentemente da età, sesso, razza, nazione.
  • 4/5 dei casi si verificano in Paesi a basso o medio reddito, che sono meno in grado di affrontare le conseguenze della malattia.
  • Se non si farà nulla il numero dei morti crescerà tutti gli anni.
  • 6 milioni di morti potranno essere evitati nei prossimi 10 anni se quanto già si sa verrà applicato in pratica.
  • Molto si può fare per prevenire e trattare l’ictus e per riabilitare coloro che ne soffrono le gravi conseguenze.

2. Unire le forze e tradurre in pratica le conoscenze scientifiche

  • Gli stessi fattori di rischio sono responsabili dei principali problemi di salute del mondo; fumo, inattività fisica e diete non salutari contribuiscono all’ictus, alle malattie di cuore, al diabete, alle malattie polmonari croniche, al cancro ed all’Alzheimer. Per questo motivo vanno coordinati gli sforzi delle organizzazioni che si occupano di una sola malattia.
  • Bisogna accertarsi che ciò che sappiamo diventi realtà. La prevenzione è la parte più prontamente applicabile e sostenibile di quanto sappiamo.
  • Bisogna incoraggiare l’ambiente sociale a sostenere abitudini e stili di vita salutari.
  • Bisogna utilizzare farmaci efficaci in prevenzione sia primaria che secondaria e scoraggiare l’impiego di altri trattamenti costosi o di non provata validità.

3. Valorizzare il decadimento cognitivo su base vascolare

  • Gli ictus subclinici (silenti) sono 5 volte più frequenti di quelli sintomatici e possono influire sul pensiero, l’umore e la personalità delle persone colpite.
  • Il decadimento cognitivo vascolare è comune e talvolta accelera l’insorgenza dell’Alzheimer.
  • Bisogna mettere sotto controllo i fattori di rischio comuni e cioè fumo, ipertensione, ipercolesterolemia, inattività fisica, obesità e diabete.

4. Stroke Unit

  • Il trattamento organizzato dell’ictus migliora i risultati in termini di mortalità e disabilità.
  • Bisogna quindi incoraggiare la creazione di team multidisciplinari esperti, che traducano l’evidenza in pratica clinica, come quello dell’ospedale Molinette di Torino (diretto dal dott. Paolo Cerrato).

5. Pubblicizzazione delle acquisizioni scientifiche

  • Va accresciuta la conoscenza della gente, della classe politica e degli operatori sanitari sulle cause e i sintomi dell’ictus. I sintomi non sono dolorosi e sono talora transitori, ma un’improvvisa debolezza o un addormentamento di volto, braccio o gamba, l’improvvisa impossibilità di parlare o di vedere, o un’improvvisa perdita della capacità di mantenere l’equilibrio sono emergenze di gravità pari ad un violento dolore al petto e richiedono un ricorso immediato al 118.
  • Bisogna far sapere che l’ictus è un’epidemia globale che minaccia l’esistenza, la salute, la qualità di vita e che molto si può fare per prevenirlo e trattarlo e per riabilitare chi ne soffre.Per informazioni telefonare dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00 in segreteria: 011-6334802.

fonte: ufficio stampa

 

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