Lotta ai super batteri: nuovi antibiotici, farmaci biologici e vaccini. Novità scientifiche al Congresso AMIT

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Il lavaggio delle mani resta sempre il modo più efficace per ridurre le infezioni anche del 50% in ambito sanitario-assistenziale

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Milano, 15 marzo 2019 – La resistenza agli antibiotici in Europa continua a crescere, mentre i farmaci antimicrobici rischiano di diventare sempre meno efficaci nel trattamento delle infezioni. La gravità del tema è stata messa in luce dal nuovo rapporto realizzato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che hanno raccolto i dati relativi alla diffusione di batteri antibiotico-resistenti nell’uomo e negli animali da allevamento nel 2017 nei 28 Stati membri. I dati sono allarmanti: anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a causa dei batteri resistenti agli antibiotici, in Europa muoiono ogni anno circa 33 mila persone.

“L’antibiotico resistenza dei cosiddetti superbatteri è ormai un’emergenza globale – spiega il prof. Marco Tinelli, Componente del Consiglio Nazionale della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – Nel 2050 le infezioni batteriche costituiranno la principale causa di decessi. Sono allo studio nuovi strumenti e tecnologie innovative per supportare queste nuove sfide”.

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Prof. Marco Tinelli

Si svolge giovedì 14 e venerdì 15 marzo a Milano, presso la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, Piazzale Morandi, 2, il VII Congresso Internazionale AMIT, Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali, organizzato e presieduto dal prof. Marco Tinelli e dal prof. Massimo Galli, rispettivamente Tesoriere e Presidente della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Due giorni di approfondimento su batteri, patologie infettive e nuovi rimedi, con oltre trecento specialisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Obiettivo primario del Congresso è la presentazione delle più significative novità nel campo delle malattie infettive con particolare attenzione alla gestione delle patologie da batteri multi resistenti (MDR).

Antibiotico-resistenza: i nuovi antibiotici
Le novità scientifiche presentate nell’ambito del Congresso AMIT per combattere l’antibiotico-resistenza sono sintetizzabili in tre punti: sviluppo di nuovi antibiotici, farmaci biologici, vaccini.

“Attualmente sono in corso sperimentazioni cliniche su ben 42 nuovi antibiotici ad uso sistemico di cui 17 sono per il trattamento delle infezioni più pericolose – spiega il prof. Tinelli – In particolare l’attenzione è verso alcuni batteri definiti critici per la loro pericolosità dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità: sono in corso sia in Italia che all’estero sperimentazioni cliniche di alcuni di questi farmaci che presto entreranno nel mercato dopo l’approvazione di EMA e AIFA. Molto promettenti sono alcuni nuovi antibiotici costituiti da un insieme di 2 molecole e che hanno la proprietà di essere attivi contro batteri resistenti a tutte le classi di antibiotici”.

Antibiotico-resistenza: i farmaci biologici
I farmaci antimicrobici cosiddetti ‘biologici’ sono molecole proteiche complesse, prodotte in laboratorio da colture cellulari che funzionano legandosi a recettori dei microrganismi e modificando così l’evoluzione della malattia in senso favorevole. Sono essenzialmente anticorpi monoclonali (il loro meccanismo nelle malattie infettive  si basa nel bloccare le attività di virus e batteri), alcuni ormoni, fattori di crescita, enzimi e terapie geniche. Essi sono stati utilizzati  con successo soprattutto in oncologia e nelle malattie autoimmuni.

“Nel campo delle infezioni sono in fase di sviluppo 11 anticorpi monoclonali (uno di essi è già in commercio per la terapia delle infezioni da Clostridium difficile) – aggiunge il prof. Tinelli – Altri sono in fase di sperimentazione: si spera che possano dare presto risultati promettenti, essendo privi di particolare tossicità, ma purtroppo hanno costi estremamente elevati”.

Questi nuovi farmaci (antibiotici, anticorpi monoclonali) potranno essere utilizzati sia singolarmente ma anche in associazione, al fine di potenziare al massimo l’attività anti infettiva attraverso l’utilizzo di più molecole dirette verso bersagli differenti, con lo scopo di eradicare definitivamente l’infezione. In sostanza, facendo una metafora bellica, si fanno intervenire l’esercito, l’aviazione e la marina contemporaneamente.

Antibiotico-resistenza: i vaccini
Altro campo di sviluppo sono i nuovi vaccini, attualmente nella cosiddetta fase due di ricerca (durante la quale un farmaco si valuta su un ristretto numero di pazienti altamente selezionati affetti dall’infezione per la quale esso è testato). Sono in corso di valutazione vaccini per il Mycobacteriumtuberculosis, lo Streptococco di gruppo B, il Clostridium difficile, lo Stafilococco aureo e l’Escherichia coli. Tutti questi nuovi farmaci potranno essere utilizzati sia singolarmente ma anche in associazione, ad esempio con i classici antibiotici, al fine di potenziare al massimo l’attività anti infettiva attraverso l’utilizzo di più molecole dirette verso bersagli differenti, con lo scopo di eradicare definitivamente l’infezione. In sostanza, facendo una metafora bellica, si fanno intervenire l’esercito, l’aviazione e la marina contemporaneamente.

“Le nuove possibilità terapeutiche descritte implicano necessariamente la revisione di alcune regole, al fine di permettere agli specialisti e in particolare agli infettivologi l’accesso rapido a questi farmaci che potrebbero essere dei salva-vita. Attualmente, purtroppo, ciò non avviene e questo determina ritardi dannosi per una gestione efficiente dei pazienti con infezioni gravi” conclude il prof. Tinelli.

Nuove tecnologie di sanificazione
Fermo restando che il lavaggio delle mani resta sempre il modo più efficace per ridurre le infezioni anche del 50% in ambito sanitario-assistenziale, normalmente si usano diversi presidi igienici e tecniche di sanificazione degli ambienti sanitari. La sanificazione tradizionale e più usata a base di cloro resta importante e va mantenuta come routine, ma con l’aggravarsi del fenomeno dei super batteri diventa necessario un ulteriore passaggio con strumenti più efficaci.

“Tra le nuove tecnologie di sanificazione degli ambienti, specie dove sono stati ricoverati pazienti con infezioni da batteri come il Clostridium difficile o altri multiresistenti tipo Klebsiella pneumoniae, secondo molti studi internazionali può essere di grande utilità l’utilizzo dell’ozono. Le ricerche basate su tamponi ambientali in vari siti delle stanze di degenza (maniglie delle porte, bagni, telefoni, letti di degenza, ecc.) dove erano ricoverati pazienti colonizzati o con infezioni vere e proprie da batteri multiresistenti hanno infatti dimostrato un abbattimento della carica del 100% di tali batteri che invece erano presenti prima della sanificazione – aggiunge il prof. Tinelli – Tale tecnologia sarà un altro valido presidio nella grande lotta che ormai si sta combattendo su tutti i fronti contro l’antibiotico-resistenza”.

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