Linguistica medica e clinica. Primo corso in Italia all’Università di Torino

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Torino, 21 aprile 2017 – Parte lunedì 24 aprile presso l’Università di Torino il primo corso di Linguistica Medica e Clinica all’interno della Laurea magistrale in Scienze linguistiche (Dipartimento di Studi Umanistici, Scuola di Scienze Umanistiche).

Si tratta della primo insegnamento in Italia con questa titolazione. Il corso è per ora rivolto a studenti di area umanistica ma si stanno creando sinergie per offrire questa occasione formativa anche medici e studenti universitari di area medica.

La linguistica medica ha l’obiettivo di studiare – con un metodo linguistico-testuale – l’ampio tema della comunicazione in ambito medico-sanitario. In particolare analizza i passaggi cruciali come la relazione tra medico/operatore paziente, il discorso possibile nella terapia, gli strumenti comunicativi dell’atto medico e la logica dell’informazione al cittadino/paziente.

Il versante clinico è invece dedicato ai casi di ‘disfunzionamento’ linguistico, soprattutto di ambito psicopatologico, attraverso la descrizione e l’analisi delle forme che la lingua può assumere in pazienti psicotici, autistici e con la sindrome di Alzheimer, e in altre patologie fuori dall’ambito psichiatrico e neuropsichiatrico.

Il corso, che prosegue fino al 7 giugno, è tenuto da Raffaella Scarpa, docente di linguistica italiana all’Università di Torino e presidente del Gruppo di lavoro ‘Remedia – lingua medicina malattia’, ed è costituito da studiosi che indagano le sinergie tra linguistica e scienza medica. È un punto di arrivo di un lungo periodo di ricerca e sperimentazione che negli anni ha visto anche esperienze di insegnamento all’interno del Polo di Medicina del San Luigi Gonzaga di Orbassano. Ha come complemento la possibilità di svolgere tirocini pre-laurea della durata di 150 ore presso le strutture sanitarie con cui Remedia, nel corso degli anni, ha attivato apposite convenzioni di collaborazione a fini di ricerca.

“I tirocinanti svolgono attività di osservazione e supporto, imparando le tecniche di discorso e proponendo nuove modalità di interazione alla luce dei loro studi – spiega Raffaella Scarpa – Lavorano in stretta collaborazione con gli operatori e direttamente con i pazienti allo scopo di raccogliere testi e testimonianze da sottoporre ad analisi, proponendo nuovi metodi di raccolta-dati.”

Il progetto ha quindi innanzitutto un obiettivo formativo: cercare di definire una figura nuova di professionista della parola che possa offrire al contesto sanitario competenze e strumenti innovativi a partire dalla linguistica medica e clinica.

fonte: ufficio stampa

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