Libro Bianco AIMN 2026: vent’anni di progressi in Medicina Nucleare, ma il Decreto Tariffe rischia di trasformare le cure in un privilegio
Presentati i dati AIMN: 1,2 milioni di prestazioni annue e un salto tecnologico senza precedenti. Per il tumore alla prostata la risposta obiettiva balza al 49% contro il 24% della sola terapia standard. Un’efficacia raddoppiata grazie ai nuovi radioligandi terapeutici. L’allarme: La scienza corre, ma il sistema tariffario resta al palo, mettendo a rischio l’accesso alle cure
Roma, 28 aprile 2026 – Non è più solo una promessa del futuro: la Medicina Nucleare oggi raddoppia le possibilità di risposta in pazienti oncologici complessi. È quanto emerge dal nuovo Libro Bianco della Medicina Nucleare in Italia 2026, ideato e presentato dall’Associazione Italiana di Medicina Nucleare, Imaging Molecolare e Terapia (AIMN), coordinato dalla dott.ssa Luigia Florimonte. Il documento fotografa una specialità medica che, in vent’anni, ha trasformato radicalmente le prospettive di vita dei pazienti.
Uno, tra i rilievi più “forti” emersi dal volume, riguarda l’efficacia delle nuove terapie con radioligandi (RLT). Per patologie come il carcinoma prostatico metastatico resistente, l’uso di molecole innovative (Lutezio-177 PSMA) ha mostrato una risposta obiettiva del 49% contro il 24% della chemioterapia standard: un’efficacia quasi raddoppiata.
Notevoli anche i risultati sui tumori neuroendocrini (NET), a basso grado, cosiddetti “indolenti”, dove la Medicina Nucleare garantisce un controllo della malattia fino al 92% dei casi, con una sopravvivenza mediana che arriva fino a 5 anni anche in fase metastatica avanzata di malattia.
La specificità di mirare a uno specifico bersaglio biologico e la “dosimetria personalizzata” sul singolo paziente fanno chiarezza sul livello di precisione raggiunto da questi trattamenti, tala da colpire il bersaglio tumorale minimizzando i danni agli organi sani e riducendo drasticamente gli effetti collaterali gravi rispetto ai trattamenti convenzionali.
“Il Libro Bianco 2026 testimonia un cambio di paradigma: la Medicina Nucleare non è più solo o prevalentemente diagnostica, ma è diventata una colonna portante della terapia oncologica di precisione – dichiara Maria Luisa De Rimini, Presidente AIMN – oggi con l’imaging siamo in grado di “vedere” il bersaglio molecolare e colpirlo con un’efficacia che fino a pochi anni fa era impensabile, riducendo drasticamente gli effetti collaterali”.
Il Libro Bianco evidenzia una crescita strutturale imponente dal 2006 ad oggi:
- Diagnostica: oltre 1,2 milioni di prestazioni totali all’anno, con 350.000 esami PET (quasi il 90% in ambito oncologico).
- Rete tecnologica: i centri PET/TC sono passati da circa 60 a oltre 220, supportati da una rete di 40 ciclotroni per la produzione di radiofarmaci.
- Teragnostica: l’Italia è all’avanguardia nell’integrare diagnosi e terapia, permettendo di “vedere” la malattia e curarla simultaneamente con la stessa molecola di precisione.
“Tuttavia, questa eccellenza è in pericolo – continua la Presidente – il nuovo Decreto Tariffe ha introdotto un taglio del 9,2% sui rimborsi per le prestazioni terapeutiche. Questo significa che le strutture sanitarie ricevono rimborsi che coprono solo il 60-70% dei costi reali di farmaci e procedure. È un paradosso: mentre la scienza raddoppia l’efficacia delle cure, il sistema ne riduce la sostenibilità economica. Il rischio reale è che queste terapie salvavita diventino un privilegio per pochi, alimentando una migrazione sanitaria che vede già oggi il 20% dei pazienti costretto a spostarsi fuori regione per curarsi”.
“Il Libro Bianco 2026 non è dunque solo un bilancio di vent’anni di successi – conclude De Rimini – ma una roadmap strategica per le Istituzioni. Per garantire che l’innovazione in medicina nucleare, quel “nucleare che vede e cura” fatto di radiofarmaci e terapie di precisione, resti un diritto accessibile a tutti, AIMN ribadisce l’urgenza di adeguare i rimborsi ai costi reali e di potenziare gli organici specialistici, necessari per gestire una domanda di salute sempre più complessa e mirata. Solo così l’Italia potrà proteggere un primato scientifico che oggi salva migliaia di vite”.




