Le più importanti novità in campo medico al Festival delle Scienze Infettivologiche di Ferrara

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Da sinistra: Gallerani, Sighinolfi, Di Ruscio, Libanore

Ferrara, 18 settembre 2018 – L’Unità Operativa Complessa Malattie Infettive dell’Aou di Ferrara, diretta dal dott. Marco Libanore, insieme al Dipartimento Medico Interaziendale, ha organizzato per il 20 e 21 settembre prossimi un evento scientifico e culturale di aggiornamento sui più recenti cambiamenti nel campo delle malattie infettive, con una formula innovativa, rivolto sia agli addetti ai lavori che ai cittadini tutti, denominato “Festival delle Scienze Infettivologiche” (presso la sala dell’Imbarcadero del Castello Estense).

Questa mattina, martedì 18 settembre 2018, si è svolta una conferenza stampa per presentare l’evento scientifico alla quale erano presenti il Direttore Sanitario dell’ospedale di Cona Eugenio Di Ruscio, il Direttore del Dipartimento di Medicina Massimo Gallerani, il Direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive Marco Libanore e la Responsabile dell’ambulatorio per la prevenzione e la cura dell’HIV Laura Sighinolfi.

La manifestazione è quanto mai di attualità; le più importanti novità in campo medico, infatti, riguardano l’emergente disciplina infettivologica. Le terapie croniche per il controllo dell’infezione da HIV e dell’epatite cronica da HBV (virus dell’epatite B) hanno raggiunto livelli tali da consentire una qualità di vita dei pazienti affetti da queste patologie sovrapponibile a quella della popolazione generale.

Dall’altro lato l’introduzione e la disponibilità su larga scala dei nuovi antivirali ad azione diretta contro il virus dell’epatite C ha determinato una svolta epocale nella prognosi di questa complessa patologia infettiva epatica e sistemica, lasciando intravedere, in un futuro non troppo lontano, la possibilità di eradicazione dell’infezione da HCV (epatite C) a livello comunitario.

I cambiamenti climatici associati ai rapidi scambi di persone, animali e materiali, nel breve volgere di tempo, hanno causato per alcuni aspetti la “tropicalizzazione” del nostro Paese, con la conseguente comparsa di patologie infettive che fino ad alcuni anni orsono si pensava fossero di esclusiva osservazione di determinate aree geografiche.

La presenza di vettori compatibili ha creato le condizioni perché si realizzassero epidemie o notevoli incrementi d’infezioni da virus chikungunya, dengue, zika e west-nile. Il monitoraggio, la sorveglianza e il controllo degli attori che entrano in gioco nell’attuazione della catena epidemiologica risulta fondamentale non essendo disponibile, a tutt’oggi, una terapia eziologica.

Il numero impressionante di viaggiatori e il crescente volume di scambi fra i vari Paesi ha portato, nel corso dei decenni, un aumento continuo del numero di individui in trasferimento e consequenzialmente un incremento delle problematiche sanitarie connesse. In quest’ottica, patologie infettive e non, legate a condizioni di disagio sociale e povertà hanno assunto una rilevanza significativa dovuta alla nuova globalizzazione. La conoscenza del fenomeno e l’adozione di misure di controllo e di prevenzione sono fondamentali per monitorare e contenere i rischi delle persone e degli operatori sanitari.

La recrudescenza dei casi di morbillo e varicella, l’epidemia di meningite da meningococco della vicina Toscana e l’aumento esponenziale delle infezioni sessualmente trasmesse hanno riproposto altresì, drammaticamente, il problema del rispetto delle indicazioni alle vaccinazioni nella popolazione generale, comportamenti a rischio e stile di vita. L’infettivologo in questa dialettica quotidiana svolge una funzione cardine per conoscenza, competenza, professionalità e capacità terapeutiche e preventive.

Le recenti acquisizioni sul microbioma intestinale hanno permesso d’identificare una struttura che riveste un ruolo fondamentale per il mantenimento dello stato di salute e la funzione immunitaria. L’interazione tra patrimonio genetico, microbiota intestinale e organismo è infatti alla base di molte patologie infettive e cronico-degenerative che affliggono la nostra società.

Il fenomeno della resistenza agli antibiotici è diventato inarrestabile e se non subentreranno novità terapeutiche e politiche accompagnate da strategie mirate e lungimiranti, nel 2050, avremo più decessi per patologie infettive correlate all’assistenza sanitaria che per patologia oncologica o malattie cardiovascolari.

L’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è espressione della forte preoccupazione che regna non solo in ambito sanitario ma anche a livello delle Istituzioni governative. In attesa che nuovi presidi terapeutici si rendano disponibili l’uso responsabile ed appropriato delle molecole antimicrobiche, insieme all’infection control, rimane l’unica possibilità per la limitazione di questa allarmante criticità.

Alla luce di queste premesse si è pensato di organizzare una manifestazione scientifica indirizzata non solo a tutti gli operatori sanitari, ma anche ai cittadini curiosi e sensibili ai problemi della salute, con l’intento di discutere, e per quanto possibile di chiarire, le numerose problematiche sul tappeto riguardanti la nostra disciplina infettivologica.

Per la realizzazione di questo evento scientifico e culturale è stata richiesta la collaborazione di alcuni tra i più qualificati, competenti e riconosciuti esperti nelle diverse aree dell’infettivologia e delle discipline affini.

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