Le Constellation, non vi è limite al peggio!

Teramo, 27 gennaio 2026 – L’esecrabile scarcerazione di Jacques Moretti, titolare assieme alla propria consorte Jessica de “Le Constellation”, il locale di Crans-Montana al cui interno si è consumata l’immane tragedia della notte di Capodanno, ci consegna un messaggio di portata ancora più devastante e capace, in quanto tale, di travalicare i limiti della più fervida immaginazione!

Come si può solo lontanamente concepire che il pagamento di una cauzione di 200.000 franchi svizzeri (pari a circa 215.000 Euro) sia in grado di restituire la libertà a un fior di delinquente i cui irresponsabili comportamenti, totalmente dimentichi di leggi, regole e buon senso, hanno causato la morte, fra atroci sofferenze, di ben 40 giovani – 6 dei quali italiani – oltre a più di 100 ustionati, alcuni dei quali in condizioni critiche e molti dei quali tuttora ospedalizzati in strutture altamente specializzate?

Prof. Giovanni Di Guardo

A tal proposito, non andrebbe minimamente tralasciata, quale ulteriore causa mortis, la grave crisi ipossico-anossica che ha colpito quanti hanno inalato i venefici gas e composti (monossido di carbonio, in primis, nonché diossine, in secundis) sprigionatisi a seguito del combinato disposto delle altissime temperature (superiori a 500 gradi centigradi!) e della combustione dei materiali presenti nel locale.

Il messaggio che con immensa tristezza e incommensurabile amarezza filtra da quanto accaduto è a dir poco raccapricciante: tutto può il vil denaro, financo evitare di scontare il fio delle proprie colpe a un delinquente del calibro di Jacques Moretti (nonché alla propria consorte e alle autorità elvetiche preposte, le quali anziché vigilare si sono girate dall’altra parte)!

“La legge è uguale per tutti”, principio universalmente sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione oltre che fondamento, al tempo stesso, dell’impianto complessivo delle leggi che regolano la vita di ciascun Paese democratico, recita con questa dolorosissima pagina della propria storia il suo sconcertante quanto definitivo “De profundis”!

Prof. Giovanni Di Guardo

Già Professore di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Teramo

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