L’Aou pisana fa scuola in Europa. Il prof. Morelli in Spagna per la chirurgia robotica del pancreas

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Un numero sempre maggiore di chirurghi robotici dell’Aou pisana coinvolti in tutoraggi all’estero

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Pisa, 12 maggio 2018 – Nelle settimane scorse è stato eseguito con successo, per la prima volta al Germans Trias Hospital di Badalona e sotto il tutoraggio del prof. Luca Morelli – associato di Chirurgia generale all’Università di Pisa e chirurgo nella Sezione dipartimentale di Chirurgia generale dell’Aou pisana (diretta dal prof. Giulio Di Candio) – un intervento complesso di pancreasectomia robotica mediante l’utilizzo del sistema da Vinci Xi. L’intervento è stato eseguito su un paziente obeso affetto da neoplasia maligna del pancreas e il decorso post-operatorio ha beneficiato dei vantaggi dell’approccio mini-invasivo, tanto che il paziente è stato dimesso, nonostante la complessità dell’intervento, dopo soli 3 giorni ed in ottime condizioni generali.

Trattandosi per i chirurghi spagnoli del primo intervento pancreatico con il robot (che hanno appena acquisito nella sua ultima versione e che in Aou pisana è disponibile sin dalla sua immissione in commercio), è stato richiesto appunto che il prof. Morelli effettuasse il tutoraggio all’èquipe chirurgica locale per l’esecuzione delle parti più complesse dell’intervento.

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Prof. Luca Morelli

La chirurgia mininvasiva del pancreas, nei casi in cui è indicato effettuarla, è in grado di garantire un minor trauma chirurgico, un minore dolore nel post-operatorio ed un recupero più rapido. Pur essendo però, ormai dimostrato che questo tipo di approccio può essere eseguito in sicurezza in ‘laparoscopia pura’ anche per le neoplasie del pancreas, seppur in casi selezionati, ancora non trova una diffusione adeguata in molti centri anche ad alto volume, a causa della complessità tecnica della procedura, gravata ancora da alti tassi di conversione in chirurgia tradizionale.

L’approccio robotico – che è una forma di laparoscopia tecnologicamente più avanzata grazie al miglior controllo degli strumenti (sistema endowrist, uno snodo con 7 gradi di libertà che si muove come un polso umano), alla “full immersion visiva” e un’ampia gamma di dispositivi da presa e dissezione – è in grado di aumentare l’abilità del chirurgo negli interventi mininvasivi sul pancreas, migliorandone potenzialmente i risultati e contribuendo alla maggiore diffusione dell’approccio mininvasivo.

Richieste di tutoraggio da centri come Badalona che vogliono attivare un programma di chirurgia robotica confermano il ruolo di leadership in Europa per il Centro multidisciplinare di chirurgia robotica dell’Aou pisana diretto dalla prof.ssa Franca Melfi e la grande esperienza maturata dai chirurghi che vi afferiscono e che infatti oggi vengono tutti coinvolti, ciascuno per la propria specialità, in programmi di tutoraggio sia in Italia che all’estero.

Quest’attività di supervisione rappresenta quindi un tributo alla scuola pisana di chirurgia generale che viene da lontano (prof. Mario Selli, prof. Franco Mosca e, a seguire, tutti gli allievi che ora sono chirurghi affermati).

A conferma del ruolo di primo piano svolto dall’Aou pisana sia a livello nazionale che internazionale sia per la chirurgia robotica che per la cura delle malattie del pancreas c’è il fatto che, negli ultimi mesi, diversi lavori proprio su tumori del pancreas e su robotica sono stati accettati a prestigiosi congressi internazionali: il “Pancreas 2018” che si è tenuto in questi giorni a Baltimora e che riunisce i maggiori esperti al mondo sul pancreas, il “Pancreas Club” che si terrà a Washington nel mese di maggio e l’European Pancreas Club”, che si terrà a Berlino a giugno, dove uno dei lavori ha già ottenuto anche un premio proprio per l’elevata qualità scientifica.

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