La tempesta perfetta del ‘Constellation’: uscite chiuse, materiali infiammabili e controlli fermi al 2019
Roma, 12 gennaio 2026 – Nella mia veste di patologo veterinario e di docente universitario intento a ricercare da oltre 40 anni le cause delle molteplici malattie, infettive e non, che affliggono la fauna domestica e selvatica, ho rinvenuto una singolare coincidenza fra il nome del locale di Crans-Montana – “Le Constellation” – in cui si è consumata l’immane tragedia della notte di Capodanno e l’espressione “costellazione di cause”. Noi patologi, infatti, utilizziamo la succitata espressione in tutti quei casi in cui l’eziologia di un processo morboso risulti ascrivibile ad una “multifattorialità causale”.
Nessun dubbio sembra sussistere, infatti, sulla “costellazione di cause” alla base del catastrofico rogo del “Constellation”, che ha provocato la morte fra atroci sofferenze di ben 40 giovani – 6 dei quali italiani – unitamente a decine di ustionati, alcuni dei quali in condizioni critiche: assenza di un impianto antincendio e di estintori; presenza nel sottotetto di pannelli fonoassorbenti in poliuretano, materiale altamente infiammabile; presenza di un solo impianto di ventilazione; vie d’uscita del locale chiuse, analogamente alle finestre in plexiglass della veranda e alla porta per lo scarico merci nel seminterrato, anch’essa chiusa; presenza all’esterno del locale dell’unico addetto alla sicurezza.
Praticamente una “tempesta perfetta”, resa ancora più sconvolgente dal fatto che l’ultimo controllo effettuato sul locale (mai autorizzato, peraltro, a operare come discoteca) dai tecnici preposti risaliva al 2019!
Che giustizia venga fatta, come chiedono a gran voce e nell’inenarrabile dolore che le pervade le famiglie delle giovani vittime di quest’assurda, immane tragedia!




