La chirurgia maxillofacciale entra nell’era 3D: ridotti i tempi operatori e maggiore precisione

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Al via il potenziamento tecnologico e dell’organico all’ospedale di Terni. Grave malformazione congenita del viso corretta in tempi operatori record grazie a sofisticato software e stampante 3D che consente di programmare ogni millimetrico spostamento osseo e simulare l’effetto finale; tecnica ideale anche per le ricostruzioni post-oncologiche

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Terni, 4 marzo 2019 – L’equipe di chirurgia maxillofacciale dell’Azienda ospedaliera di Terni, guidata dal dottor Fabrizio Spallaccia, ha recentemente effettuato, per la prima volta con tecnologia 3D, un complesso trattamento chirurgico di osteotomia mascellare-mandibolare e del mento per correggere una grave deformazione del viso in una donna di 28 anni.

La giovane paziente, proveniente dal Lazio, è stata operata il 19 febbraio ed è stata dimessa dopo quattro giorni di ricovero, iniziando un rapido recupero che migliorerà in modo decisivo, dal punto funzionale e sociale, la qualità della sua vita.
Gli interventi di chirurgia ortognatica, insieme a quelli sull’articolazione temporo-mandibolare, rappresentano da sempre la punta di diamante della struttura di chirurgia maxillo-facciale ternana che ne esegue da uno a due ogni settimana.

“L’assoluta novità – spiega il dottor Spallaccia – consiste nell’uso della tecnologia 3D. L’intervento è stato programmato mediante l’aiuto di un sofisticato software con cui abbiamo potuto prevedere sul computer gli spostamenti millimetrici realizzati poi sulle ossa mascellari della paziente simulando l’effetto prodotto sulla morfologia e sulla simmetria del profilo della ragazza. Dopodiché, mediante una tecnologia CAD-CAM che utilizza una stampante 3D, si sono realizzate delle mascherine intraoperatorie costruite ad hoc per la paziente, che ci hanno guidato nel riprodurre precisamente gli spostamenti delle ossa mascellari e mandibolari come programmato dal software. Cosa che ci fa risparmiare almeno un 20% sul tempo intraoperatorio”.

L’uso della tecnologia 3D, quindi, permette una maggiore precisione e un risparmio di tempo in sala operatoria, inoltre consente sia al chirurgo sia al paziente di avere una pre-visualizzazione di come il viso cambierà dopo l’intervento.

“Per l’ampio uso delle tecniche 3D, che può essere esteso anche alle ricostruzioni post-oncologiche – aggiunge il direttore generale Maurizio Dal Maso – abbiamo previsto un investimento finalizzato al potenziamento di queste tecnologie e un contestuale ampliamento di organico (a breve dovrebbe uscire un avviso pubblico) per dedicare, come richiesto dal dottor Spallaccia, almeno un dirigente medico al complesso utilizzo di questo sofisticato software”.

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