Italia in coda ai paesi dell’Unione Europea nel rapporto spesa sanitaria/Pil

Federico Gelli (Pd): “Dobbiamo invertire la tendenza, bene il Governo con l’aumento del Fondo Sanitario nella Legge di Stabilità”

Federico-Gelli

On. Federico Gelli

Roma, 10 novembre 2015 – “L’aumento del Fondo Sanitario di un miliardo inserito nella Legge di Stabilità 2016 è il segnale che il Governo Renzi vuole invertire la tendenza e tornare ad investire in salute”. Lo ha dichiarato Federico Gelli, deputato e responsabile sanità del Pd durante il suo intervento alla presentazione che si è svolta oggi a Roma, del Rapporto Meridiano Sanità elaborato da The European House – Ambrosetti, che colloca il nostro paese tra gli ultimi paesi d’Europa nel rapporto tra spesa sanitaria e Pil con il 9,1% contro il 10,3% della media Ue.

“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Gelli – è quello di dare un futuro alla nostra sanità rendendo sostenibile la spesa senza però ridurre la qualità dei servizi ai cittadini. Uno scopo che possiamo raggiungere riformando la sanità pubblica e tagliando spechi e doppioni. Indubbiamente c’è maggiore bisogno di risorse – ha proseguito – perché pur avendo un aumento dell’aspettativa di vita che ci colloca al quarto posto nei paesi Ocse con 82,8 anni, dall’altra con l’aumento dell’età crescono anche i malati cronici e i costi per i farmaci innovativi che, grazie ai progressi della medicina, permettono una maggiore sopravvivenza. Tutto questo si traduce in una maggiore spesa sanitaria”.

“L’aumento del Fondo però non sempre porta a servizi migliori se non si rende efficiente tutto il sistema. Le regioni che sono in grado di portare avanti progetti di innovazione, razionalizzazione e prevenzione hanno un futuro, le altre no. Mi sembra poi una proposta interessante – ha continuato Gelli nel suo intervento – legare il fabbisogno di crescita del Fondo Sanitario al prodotto interno lordo mentre credo che una serie di misure debbono essere ricondotte alla competenza e responsabilità dello Stato Centrale. Tra queste, ad esempio, la semplificazione delle procedure burocratiche per la messa sul mercato dei farmaci innovativi che ci pone ultimi in Europa per il consumo di questi nuovi medicinali frutto dell’innovazione farmaceutica. Bene poi la creazione di un fondo distinto per il loro acquisto perché rappresenta una garanzia per i cittadini sapere che è il Governo centrale a gestire questa grande opportunità di speranza di vita”.

“Infine bisogna guardare con maggiore attenzione alle opportunità dei fondi integrativi in sanità soprattutto per la copertura di prestazioni e servizi esclusi dai Lea. Sappiamo che ai 111 miliardi di euro alimentati dalla fiscalità generale i cittadini pagano di tasca loro altri 40 miliardi per prestazioni private, fondi integrativi e ticket La gestione di queste risorse – ha concluso il parlamentare democratico – sono un altro grande tema per il futuro della nostra sanità”.

fonte: ufficio stampa

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