Istituto Clinico Città di Pavia. Specialisti da tutto il mondo per il piede diabetico

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Il Centro per lo studio e la cura del piede diabetico: un modello da esportare

Pavia, 29 giugno 2015 – Si svolge in questi giorni, presso l’Istituto di Cura Città di Pavia, una delle 18 strutture d’eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato, l’International Summer School sulla cura multidisciplinare del piede diabetico.

A fare gli onori di casa, il dott. Giacomo Clerici, direttore del Centro per lo Studio e la Cura del Piede Diabetico: gli specialisti arrivati a Pavia da tutto il mondo si confronteranno sulle strategie più innovative per contrastare questa temibile complicanza cronica del diabete, sia in sessioni di dibattito, sia “sul campo”, discutendo le strategie di intervento in diretta dalle sale operatorie dell’istituto.

L’Italia è tra i paesi più avanzati al mondo nella cura del piede diabetico e soprattutto nel contrastarne la conseguenza più grave, cioè il ricorso alla chirurgia demolitiva che prevede le amputazioni dell’arto, causate dalla degenerazione delle ulcere nei soggetti diabetici. Il piede diabetico è in assoluto la complicanza che comporta il maggior numero di ricoveri ospedalieri, con un sensibile peggioramento della qualità di vita (utilizzo di protesi, allettamento) e un notevole consumo di risorse per i sistemi sanitari.

L’Istituto di Cura Città di Pavia è già oggi punto di riferimento per i pazienti diabetici con problemi vascolari, grazie alla collaborazione strettissima di diversi specialisti: emodinamisti, chirurghi vascolare, diabetologi e ortopedici, specialisti nella riabilitazione angiologica.

Su 100 diabetici amputati, circa 84 hanno avuto come causa dell’amputazione un’ulcera del piede aggravatasi nel tempo: di qui la necessità di migliorare la capacità di curare efficacemente e precocemente l’ulcera, con protocolli diagnostici e terapeutici efficaci.

“Oggi ridurre il numero delle amputazioni è possibile e lo abbiamo dimostrato – dice il dott. Clerici – grazie al nostro approccio al paziente diabetico e all’utilizzo di nuove tecnologie, sia nel campo della rivascolarizzazione sia in quello dei tessuti ingegnerizzati. I dati della letteratura internazionale mostrano che nei centri specializzati con una presa in carico multidisciplinare come il nostro, le amputazioni possono ridursi fino al 50%: è un dovere quindi diffondere questo modello clinico e organizzativo, per offrire una chance concreta a una popolazione in crescita come quella dei diabetici”.

I numeri del diabete
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato in oltre 500 milioni il numero di diabetici nel 2030, rispetto ai 120 milioni calcolati nel 1996. Circa il 15% dei diabetici andrà incontro nella vita a un’ulcera del piede che richiederà cure mediche.

In allegato il Programma:

Program_SummerSchool2015

fonte: ufficio stampa

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