Ischemia intestinale: individuato marker per diagnosi tempestiva

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Innovativo studio clinico in medicina d’urgenza individua marker ecografico per la diagnosi tempestiva dell’ischemia intestinale. Collaborazione tra policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena e Ospedale Queen Mary dell’Università di Londra

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I dottori Fulvio Bruni e Marcello Pastorelli

Siena, 26 aprile 2016 – Innovativo studio clinico in medicina d’urgenza individua marker ecografico per la diagnosi tempestiva dell’ischemia intestinale. La ricerca, appena pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “European Journal of Emergency Medicine”, è frutto di una collaborazione tra l’UOC Medicina d’Urgenza del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, con i medici Fulvio Bruni e Marcello Pastorelli, insieme agli specializzandi Guido Calosi e Carolina Granai, e l’ospedale Queen Mary dell’Università di Londra, con i medici Tim Harris e Stefano Sartini.

“Su 49 pazienti trattati in emergenza – spiega Pastorelli – abbiamo analizzato le alterazioni nella velocità di flusso nei tronchi arteriosi che riforniscono i visceri addominali. Tali variazioni sono visibili con l’ecografia e, se presenti, permettono di dare subito un’indicazione per indirizzare il paziente al percorso diagnostico-terapeutico per il trattamento dell’ischemia intestinale, patologia mortale e difficilmente individuabile nelle fasi iniziali perché presenta sintomatologia addominale dubbia”.

È quindi importante per la medicina d’urgenza avere marker facilmente individuabili e riproducibili, sensibili e specifici per migliorare la performance sanitaria e gli esiti delle cure. “Per la prima volta – aggiunge Fulvio Bruni – è stata fatta un’attenta valutazione di queste alterazioni con ecografia bed-side, cioè al letto del paziente. Lo studio proseguirà con un’ulteriore fase, per valutare, in base ai parametri ecografici, le differenze tra i due tipi di ischemia intestinale, occlusiva e non occlusiva, e mettere quindi a punto una diagnosi differenziale”.

Grazie a queste novità scientifiche sarà quindi possibile impostare percorsi ad hoc all’interno delle strutture di emergenza e pronto soccorso. “Tale metodica – conclude Pastorelli – è utilizzabile da tutti i medici impegnati nell’emergenza-urgenza e questi marker ecografici, dopo un training adatto, possono essere facilmente individuati potenziando così l’assistenza e la qualità delle cure al paziente, in tempi molto rapidi”.

fonte: ufficio stampa

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