Innovazione, il Policlinico di Sant’Orsola premiato con il progetto Smart Hospital

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Bologna, 25 maggio 2018 – Sant’Orsola primo per il secondo anno consecutivo per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. L’anno scorso il premio era arrivato grazie al progetto della centrale di trigenerazione, quest’anno per il progetto Smart Hospital nella sezione “Gestione dei servizi alla persona per i patrimoni ospedalieri”. Il riconoscimento è stato consegnato  al termine del 12° forum nazionale “Patrimoni immobiliari urbani territori pubblici”organizzato dal Forum PA.

La centrale di trigenerazione, inaugurata l’anno scorso, con un’unica fonte di energia primaria produce elettricità, riscaldamento e refrigerazione. La riduzione dei consumi di energia primaria ha raggiunto così il 27% (4.863 TEP/anno) e quella delle emissioni di gas a effetto serra il 22,2% (1.589 t CO2 eq/anno).

Un risparmio economico ma soprattutto un aiuto importante per migliorare la qualità dell’aria a Bologna: il risultato ottenuto è equivalente a quello che si conseguirebbe spegnendo per un intero anno circa 3.000 caldaie da appartamento.

Il progetto Smart Hospital è stata la base su cui – giunti a scadenza i precedenti contratti – sono stati messi a gara i servizi commerciali all’interno del Policlinico in modo integrato, superando la frammentarietà nella gestione e dando una forte impronta di umanizzazione.

Con un’unica procedura sono stati affidati così la gestione dei bar e delle edicole, i distributori automatici per bevande ed alimenti, la pubblicità all’interno dell’ospedale, il noleggio di televisori ed altri dispositivi per i pazienti, chiedendo ai partecipanti la disponibilità ad investire e ideare servizi integrativi per migliorare l’accoglienza.

“Con Smart Hospital abbiamo voluto costruire – spiega il direttore dei Servizi di supporto alla persona Marco Storchi, che ha ricevuto il premio a Roma – un sistema di servizi diffusi innovativo, dinamico e sostenibile, capace di offrire un’accoglienza di qualità e, in particolare, una valorizzazione del cibo come elemento per la cura e la salute, alle 20mila persone che ogni giorno frequentano il Policlinico tra pazienti, famigliari, personale sanitario e tecnico-amministrativo, studenti, volontari e fornitori”.

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