Infezioni: si invecchia di più, pazienti più fragili. Le nuove sfide delle terapie antibiotiche

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Intervista al dott. Massimo Andreoni, Direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT

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Viviamo un’epoca particolarmente fortunata per quanto riguarda il contrasto alle infezioni: abbiamo antibiotici e vaccini che ci consentono di prevenire e curare moltissime patologie una volta ad altissima mortalità. Tuttavia si parla di oltre 7.000 morti l’anno, solo in Italia, per infezioni contratte in ospedale. I farmaci che abbiamo non bastano più? Cosa sta accadendo?
I progressi conseguiti in ambito medico consentono oggi la sopravvivenza di pazienti profondamente immunodepressi, aumentando, quindi, il rischio di gravi infezioni. Infatti, il miglioramento nella prognosi di pazienti gravi, ad esempio i pazienti oncologici, la sempre maggiore diffusione di nuove tecnologie sanitarie quali il trapianto di midollo o di organi solidi, l’ampio ricorso alla chemioterapia, i progressi conseguiti nell’assistenza ai neonati patologici, il sempre più largo ricorso alla chirurgia protesica ed a procedure invasive, il raggiungimento di età sempre più avanzate, fa sì che ci dobbiamo confrontare con pazienti sempre più fragili che necessitano frequentemente di terapie antibiotiche; soggetti quindi all’infezione di germi multiresistenti.

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Prof. Massimo Andreoni

Sappiamo che l’Università di Tor Vergata sta implementando dei protocolli di stewardship antibiotica per le infezioni da batteri resistenti, potrebbe parlarci della sua esperienza e dell’implementazione di questi protocolli?
Negli Stati Uniti, lo Study on the Efficacy of Nosocomial Infection Control (SENIC) ha dimostrato che adottando programmi efficaci di controllo (cioè programma dotati di: un sistema di sorveglianza, un’infermiera addetta al controllo delle infezioni ogni 250 posti letto; un medico infettivologo addetto, ecc.) sono in grado di prevenire fino al 35% delle infezioni ospedaliere globalmente considerate.Le infezioni maggiormente prevenibili sono le infezioni delle vie urinarie in pazienti cateterizzati (41%), le infezioni della ferita chirurgica (41%), le batteriemie (35%).

Presso il Policlinico di Tor Vergata è stato avviato un programma di Stewardship antibiotica e di Infection control con il quale si cerca di contrastare globalmente il fenomeno delle infezioni correlate all’assistenza e quello dell’antibiotico-resistenza fin dall’ingresso del paziente nel pronto soccorso e durante tutto il percorso diagnostico terapeutico. In particolare nel programma vengono utilizzati degli ‘score’ che permettono di valutare i pazienti e le condizioni a maggior rischio per lo sviluppo di infezioni gravi.

Se potesse fare una richiesta, lanciare una proposta… quale sarebbe?
È indispensabile che le diverse professionalità impegnate al contrasto delle infezioni siano potenziate in tutte le diverse strutture sanitarie. La medicina oggi si deve confrontare con pazienti sempre più complessi che necessitano di alta specializzazione; in questo scenario non è più pensabile che la gestione della terapia antimicrobica non sia governata dagli infettivologi e quindi questa figura professionale deve essere presente in tutti gli ospedali.

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