Infermieri, NurSind Milano: “Il demansionamento mette in pericolo l’assistenza ai pazienti”

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L’allarme arriva dal Sindacato delle Professioni Infermieristiche. La mancanza cronica di personale ausiliario all’interno degli ospedali costringe gli infermieri a occuparsi di attività – come quelle alberghiere – che nulla hanno a che fare con il profilo di questa figura professionale. Senza voler ricorrere ai tribunali, la categoria richiede da molto tempo l’eliminazione di regole e norme poche chiare

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Rosario Pagana e Nicoleta Veronica Voichescu

Milano, 10 ottobre – Basta demansionamento: no all’utilizzo del personale infermieristico quale normale risorsa per espletare le cure assistenziali di base e per ovviare alla carenza sistematica di figure di supporto in corsia. Basta non poter esercitare la propria professionalità, maturata grazie a un corso di laurea, per dover provvedere a necessità di tipo alberghiero oppure occuparsi delle attività di ‘pedonaggio’ (come il trasporto del carrello farmacia) o ancora della chiusura dei contenitori dei rifiuti ospedalieri (R.O.T.) e del rifacimento dei letti vuoti.

A gran voce, gli infermieri del NurSind Milano – il Sindacato delle Professioni Infermieristiche – chiedono di poter fare … gli infermieri. Ma quale è il problema e, soprattutto, perché tanta urgenza?

“Negli ospedali deve essere garantito un numero sufficiente di infermieri e di Operatori Socio-Sanitari. Senza voler dare adito a nessuna polemica o a strumentalizzazioni di sorta, ma solo per fare un po’ di chiarezza, possiamo dire che i primi sono responsabili dell’assistenza generale infermieristica. Anche se in molti pensano ancora che siamo soltanto una sorta di ‘dispensatori umani di compresse’, la somministrazione della terapia farmacologica è un processo che richiede particolarmente attenzione e concentrazione affinché siano rispettate le varie fasi durante le quali si potrebbero verificare errori che possono mettere in pericolo la sicurezza del paziente. Fare l’infermiere, quindi, è un lavoro molto più complesso. Gli infermieri si occupano primariamente di accertamento, valutazione e monitoraggio dello stato di salute del paziente, e attraverso il processo di assistenza infermieristica individuano e attuano gli interventi infermieristici più idonei. Agli Operatori Socio-Sanitari, invece, spetta l’assistenza di base, come le cure igienico-domestico-alberghiere connesse al comfort.

Questa premessa, necessaria ma non esaustiva, serve per spiegare che si tratta di figure professionali ben distinte” precisano Rosario Pagana e Nicoleta Veronica Voichescu, della Segreteria Territoriale NurSind di Milano.

“Negli anni, però, le ASL e le Aziende Ospedaliere hanno tagliato una larga quota di tutte le figure professionali. In particolare gli infermieri, peraltro sempre meno numerosi, devono compensare sistematicamente le diverse carenze delle strutture in cui operano, come la quasi totale assenza di figure di supporto: si trovano quindi in una condizione difficilissima, vittime dell’’abuso’ di alcuni istituti contrattuali in vigore (come la Pronta Disponibilità) e rivestiti di una responsabilità a 360 gradi, che li vede occuparsi, con sempre meno eccezioni, di tutta l’assistenza in toto, infermieristica e alberghiera. Detto in soldoni, gli infermieri si ritrovano a dover svolgere compiti impropri e ai pazienti vengono a mancare tempo, competenze e risorse che invece andrebbero destinati esclusivamente a loro”, concludono Pagana e Voichescu.

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