Il presidente del CNR in visita in Norvegia, missione alla Stazione Dirigibile Italia

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Il prof. Massimo Inguscio, dal 22 al 28 aprile, in missione alla Stazione Dirigibile Italia, che consente all’Italia di fornire un contributo fondamentale per gli studi nell’Artico. In programma incontri con l’ambasciatore italiano a Oslo Alberto Colella, con i ricercatori italiani, con la comunità scientifica internazionale, in occasione delle giornate dedicate dal Governo, con i ministeri MIUR e MAECI, ai ricercatori italiani nel mondo

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Prof. Massimo Inguscio

Roma, 21 aprile 2018 – Il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) prof. Massimo Inguscio, presidente della Consulta dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca, sarà in Norvegia per una settimana, dal 22 al 28 aprile.

Il programma prevede, tra i vari impegni istituzionali e scientifici, l’incontro di lunedì 23 aprile in occasione della “Giornata dei ricercatori italiani nel mondo” negli stessi giorni in cui è nato il genio Leonardo Da Vinci, organizzata dal Governo Italiano, con i ministeri MAECI e MIUR, che si terrà all’Istituto Italiano di Cultura ad Oslo con la partecipazione e grazie al prezioso gioco di squadra istituzionale e di science diplomacy con l’ambasciatore italiano in Norvegia Alberto Colella, dei ricercatori italiani, di rappresentanti della comunità scientifica internazionale.

Giovedì 26 aprile il presidente Inguscio visiterà la Stazione Dirigibile Italia nelle Isole Svalbard, la base scientifica gestita dal CNR che permette all’Italia di fornire un importante contributo agli studi sull’Artico, dove visiterà le piattaforme di osservazione, il monumento dedicato agli esploratori e incontrerà i ricercatori attualmente impegnati in base.

Dirigibile Italia si trova nella località di Ny-Ålesund nell’arcipelago delle Svalbard a 79°N di latitudine ed è intitolata alle vittime della spedizione del velivolo, guidato dal generale ed esploratore Umberto Nobile nel 1928, che come nella spedizione con Amundsen e Ellsworth del 1926 proprio da qui partì di nuovo per compiere ulteriori voli di ricerca ed esplorazione sul Polo Nord, subendo nel secondo viaggio un gravissimo incidente: una tragedia di cui ricorre quest’anno il 90°anniversario.

“La ricerca scientifica italiana in Artico – afferma il presidente del CNR Inguscio – contribuisce agli studi internazionali e interdisciplinari per aumentare la conoscenza dei cambiamenti climatici, al fine di informare i Policy maker, la Comunità scientifica, le organizzazioni internazionali, le singole persone e, al tempo stesso, contribuire a mitigarne gli impatti, consentire una gestione sostenibile degli ecosistemi naturali e dell’attività umana nella regione, con impatti ambientali a livello mondiale. Attività di osservazione a lungo-termine, studio dei processi con approccio multidisciplinare, rafforzamento della collaborazione internazionale (in particolare a livello bilaterale) e lo sviluppo di nuove tecnologie osservative adatte a condizioni estreme, sono le linee attraverso cui tale generale obiettivo viene perseguito: una politica che rientra nella Strategia Italiana per l’Artico elaborata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e viene realizzata dal CNR in collaborazione con le università e gli enti di ricerca, tra cui ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), ed OGS (Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale)”.

Allo stato attuale, l’attività scientifica multidisciplinare del CNR nella Stazione artica si svolge con oltre 20 progetti di ricerca, tra cui collaborazioni internazionali multilaterali e bilaterali e attività di monitoraggio. Alcune nuove ricerche verranno attivate nel corso di questo 2018. Gli studi, e ricerche in Artico riguardano la fisica dell’atmosfera lungo tutta la colonna fino alla ionosfera, l’oceanografia e la biologia marina, geologia e geofisica, indagini sugli ecosistemi e sul paleoclima.

“Il frutto della ricerca e dell’esperienza dei nostri splendidi ricercatrici e ricercatori con la rete italiana e della comunità scientifica e diplomatica internazionale – continua il presidente Inguscio – rappresenta un patrimonio universale di scienza e saperi multidisciplinari, sempre inclusivi e al servizio dell’umanità, dalle istituzioni politiche e scientifiche, alle famiglie, fino ad arrivare alle esperienze con gli studenti di liceo, con i programmi di Alternanza scuola lavoro, fino ai progetti per adottare un monumento da un punto di vista scientifico per i bambini delle scuole elementari. Attraverso la conoscenza, l’esempio individuale quotidiano di ognuno, l’educazione scientifica alla cultura della cura dell’ambiente, del bello, della scoperta inaspettata, del dubbio, della ricerca per tentativi, fin da piccolissimi, tutti possiamo proteggere e sostenere la nostra terra, come ci insegna Vito Volterra, professore di matematica a 23 anni, senatore, presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei, firmatario del manifesto contro le leggi razziali, che è stato il fondatore del CNR e di cui in questi giorni si ricorrono i 95 anni dalla fondazione”.

L’impegno scientifico italiano è stato recentemente rinnovato grazie a una serie di iniziative, tra cui il presidente Inguscio ha nominato in questi giorni il Comitato Scientifico per l’Artico (CSA) che ha come obiettivo quello di definire, su proposta del CNR, il Programma di Ricerche in Artico per il triennio 2018-2020. Tale organismo, presieduto dal ministro plenipotenziario Carmine Robustelli rappresentante Italiano presso il Consiglio Artico, vede la partecipazione di 7 esperti di questioni artiche, designati dai diversi Enti come stabilito dalla legge di bilancio 2018, e del rappresentante del Ministero della Ricerca.

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