Il Ministero della Salute finanzia il progetto di ricerca per cura e vaccino del tumore al pancreas dell’ospedale Molinette

Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino

Mediante la combinazione di diverse competenze verrà sviluppata una nuova terapia per il tumore pancreatico, basata sulla vaccinazione a DNA e il potenziamento dell’attività dei linfociti killer anti-tumore

ricercatori-laboratori-di-ricercaTorino, 27 ottobre 2015 – Il progetto di ricerca per la cura e il vaccino del tumore del pancreas, coordinato dal prof. Francesco Novelli del Centro Ricerche Medicina Sperimentale (CeRMS) della Città della Salute e della Scienza di Torino, ha superato il processo di valutazione ed è stato finanziato con un importo di 400.000 euro nell’ambito del finanziamento del Ministero della Salute riguardante la Ricerca Sanitaria Finalizzata.

Questa assegnazione rappresenta un importante riconoscimento per la ricerca biomedica svolta presso la Città della Salute e della Scienza di Torino dal momento che a bando per l’assegnazione del finanziamento hanno partecipato gruppi ed istituzioni di ricerca di riconosciuta eccellenza internazionale e un importante sostegno alla ricerca innovativa nella nostra Città.

Il progetto, coordinato dal prof. Novelli, ha lo scopo di sviluppare una nuova terapia del tumore al pancreas basata sulla combinazione della vaccinazione a DNA e della inibizione farmacologica di un piccolo enzima chiamato PI3K che regola il traffico ed il movimento nei tessuti di particolari cellule immunitarie, chiamate cellule mieloidi soppressorie. Tale enzima aiuta le cellule mieloidi soppressorie ad infiltrarsi nel tessuto tumorale e a paralizzare le funzioni dei linfociti killer anti-tumore.

Il progetto del prof. Novelli è stato presentato attraverso la Regione Piemonte e la Città della Salute e della Scienza di Torino. Si tratta di un finanziamento molto prestigioso dal momento che sono stati finanziati in tutta Italia 221 progetti su 2.999 presentati. Il Processo di valutazione dei progetti ha visto coinvolti moltissimi valutatori internazionali, facenti capo ai più importanti e avanzati Centri di ricerca a livello mondiale, che hanno valutato i progetti in maniera anonima e indipendente. Dei 221 progetti che hanno passato la selezione tre sono stati presentati da ricercatori torinesi, attraverso la Regione Piemonte e la Città della Salute e della Scienza di Torino.

Nello studio oltre all’Unità di Novelli, che coordinerà le ricerche, sono coinvolte anche le Unità della dott.ssa Paola Cappello, presso il CeRMS della Città della Salute e della Scienza di Torino, e delle dottoresse Alessandra Ghigo e Laura Conti del Centro di Biotecnologia Molecolare (MBC) dell’Università di Torino in via Nizza.

Il progetto si avvantaggia dei risultati che le diverse Unità hanno conseguito negli scorsi anni. Quelle di Novelli e di Cappello hanno già messo a punto un promettente modello di vaccinazione a DNA in modelli animali che sviluppano spontaneamente il tumore del pancreas, rallentandolo sensibilmente. L’Unità di Ghigo insieme al prof. Emilio Hirsch ha sviluppato un inibitore farmacologico per impedire alle cellule mieloidi soppressorie di infiltrarsi nel tumore e di bloccare la risposta anti-tumorale dei linfociti killer anti-tumorali. Infine l’Unità di Conti ha acquisito grande esperienza nell’applicazione di una sofisticata metodologia di “imaging molecolare” che permetterà il monitoraggio in vivo del tumore pancreatico anche negli stadi molto precoci.

Mediante la combinazione di queste diverse competenze verrà sviluppata una nuova terapia per il tumore pancreatico, basata sulla vaccinazione a DNA e il potenziamento dell’attività dei linfociti killer anti-tumore, reso possibile dall’inibizione della funzione dell’enzima PI3K. Al termine del progetto triennale il consorzio di ricerca si attende di avere completato lo sviluppo pre-clinico di questa nuova terapia per la cura del tumore pancreatico e di potere trasferire nel breve periodo i risultati della ricerca alla pratica clinica.

Questo riconoscimento è prestigioso per l’ospedale, dal momento che solo pochi gruppi di ricerca di consolidata eccellenza scientifica hanno avuto accesso a questi fondi e rilancia in qualche modo la ricerca biomedica pubblica a Torino.

fonte: ufficio stampa

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