Il fabbisogno di radioterapia in Europa aumenterà mediamente del 12% nei prossimi dieci anni

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A Torino il 35° Congresso ESTRO – Società Europea di Radioterapia Oncologica

donna-medici-visitaTorino, 22 aprile 2016 – La domanda di Radioterapia nei Paesi europei aumenterà mediamente del 12% tra il 2012 ed il 2025, con un picco massimo per il tumore della prostata (24%), secondo un nuovo studio pubblicato dalla rivista scientifica Radiotherapy and Oncology.

Queste proiezioni derivano da un recente studio effettuato dai membri del progetto scientifico HERO (Health Economics in Radiation Oncology), per conto della Società Scientifica Europea di Radioterapia Oncologica (ESTRO). I risultati verranno presentati al 35° Congresso ESTRO, che si terrà a Torino da venerdì 29 aprile a martedì 3 maggio 2016. Il torinese Umberto Ricardi, Direttore del Dipartimento di Oncologia della Città della Salute e della Scienza di Torino e Direttore della Radioterapia universitaria dell’ospedale Molinette di Torino, è il neo eletto Presidente di ESTRO. Questo incarico è il segno delle qualificate prestazioni professionali e della capacità scientifica di Ricardi. Costituisce un ulteriore riconoscimento la scelta della nostra città quale prossima sede del congresso ESTRO 35.

“Poiché la radioterapia implica una serie di costi notevoli sia in termini di macchinari che di personale medico e non-medico, una pianificazione a lungo termine è cruciale per una corretta allocazione delle risorse economiche. Perciò abbiamo provato a stimare la necessità di radioterapia per i nuovi casi di tumore in Europa sul breve-medio termine in modo da poter programmare adeguatamente l’acquisto di appropriate tecnologie e l’addestramento del personale specializzato”, dichiara Yolande Lievens, professoressa del Dipartimento di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale Universitario di Ghent in Belgio, attuale presidente eletto dell’ESTRO e co-autore della pubblicazione scientifica.

Il gruppo di ricerca, composto da radio-oncologi ed epidemiologi esperti in materia e provenienti da Belgio, Danimarca, Spagna, Francia ed Australia, ha analizzato l’incidenza di cancro in Europa nell’anno 2013 in funzione della nazione e della sede del tumore primitivo, utilizzando i dati dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) all’interno del progetto GLOBOCAN, che mira a studiare l’incidenza e la mortalità del cancro nel mondo.

Utilizzando un modello statistico, i ricercatori hanno applicato i tassi di incidenza di tumore per l’anno 2012 (in base a nazione, sesso e sede della neoplasia) alle previsioni di popolazione per l’anno 2025, per ottenere delle stime di nuovi casi di cancro in quell’anno.

“Sebbene queste proiezioni considerino i cambiamenti demografici durante gli anni, non siamo ancora in grado di stimare l’impatto potenziale dei fattori di rischio”, spiega Josep M. Borras, professore dell’Università di Barcellona, co-autore del lavoro scientifico che verrà presentato al congresso ESTRO nel giorno di Domenica 1 Maggio.

Le stime dettagliate per le diverse sedi tumorali hanno visto aumenti consistenti in termini di incidenza. Per quanto riguarda il tumore della mammella, del retto, del distretto testa-collo, del polmone e della prostata, che corrispondono alla maggior parte dei pazienti afferenti ai dipartimenti di radioterapia dei nostri ospedali, si sono avuti risultati diversi: in particolare, si sono osservati aumenti relativi del 25% dei casi nel tumore del retto che hanno una indicazione alla radioterapia in Spagna, Olanda e Repubblica Ceca, mentre in Belgio, Regno Unito e Danimarca tale aumento è risultato essere del 20%.

Il tumore della prostata ha avuto l’aumento più alto in termini di incidenza nel suddetto periodo, con un incremento del 24.4%, seguito dal tumore della vescica (21%) e dal mieloma multiplo (20.4%), mentre le proiezioni per il tumore della mammella nella donna, per i linfomi e le neoplasie della testa e del collo, sono risultate essere sotto la media.

Circa 4 milioni di nuovi pazienti con cancro sono previsti in Europa nel 2025. Queste stime sono basate sui cambiamenti demografici e rappresentano un aumento del 15.9% rispetto ai 3.4 milioni di nuove diagnosi nel 2012, supponendo che il tasso totale di tumore rimanga stabile. Tra questi 4 milioni, i pazienti tumorali con un potenziale beneficio da parte della radioterapia aumenteranno del 16.1%, ovvero da 1.7 a 2 milioni, tra 2012 e 2025.

L’incremento dei nuovi casi di cancro è principalmente dovuto all’invecchiamento della popolazione europea in seguito all’aumento dell’aspettativa di vita ed alla bassa natalità. Le persone definite come “very old” (80 anni e oltre) rappresentano il sottogruppo di età in più rapido accrescimento in Europa. Gli autori affermano che, sebbene i flussi migratori abbiano comunque un impatto sui cambiamenti demografici, tale impatto si riflette sulle categorie più giovani della popolazione che, solitamente, hanno un rischio minore di sviluppare un tumore.

“Essere in grado di stimare il numero di nuovi pazienti con cancro che richiedono un trattamento radioterapico è essenziale per una corretta programmazione sanitaria”, dichiara Cai Grau, professore dell’Ospedale Universitario di Aarhus in Danimarca e co-autore dello studio: Abbiamo dimostrato che il fabbisogno di radioterapia in Europa subirà un netto aumento entro il 2025.

La prof.ssa Lievens, inoltre, sottolinea: “Speriamo che il nostro studio possa sensibilizzare i politici europei sulla necessità di investire in radioterapia, specialmente tenendo conto del fatto che già esistono notevoli differenze in termini di dotazioni tecnologiche e personale specializzato tra i vari Paesi europei. Tutto ciò, insieme all’aumento dei nuovi casi di cancro, ci induce a pensare che la pianificazione sanitaria debba cominciare ora”.

E ancora: “ESTRO intende creare un partenariato globale tra le organizzazioni scientifiche, politiche e dei pazienti per migliorare la possibilità di fruire di un trattamento radioterapico per i pazienti affetti da tumore. Un incontro importante in tal senso avrà luogo nel giorno di lunedì 2 maggio durante il Congresso di Torino. Speriamo di poter recitare un ruolo importante per pianificare e raggiungere gli obiettivi importanti che la radioterapia oncologica si prefissa, con importanti ricadute future sulla qualità di cura dei pazienti nell’ambito della multidisciplinarietà della cura dei tumori”.

fonte: ufficio stampa

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