Il dolore nelle donne: troppo sottodiagnosticato e sottotrattato

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Numerose patologie comuni nelle donne come la dismenorrea, il dolore cronico pelvico da endometriosi, la sindrome del colon irritabile, l’emicrania e la fibromialgia non sono sempre facilmente trattabili. Le donne hanno un’intensità di dolore superiore rispetto al sesso maschile e sono più inclini a sviluppare la depressione. È quanto emerge dal Congresso nazionale ACD SIAARTI, nell’intervista rilasciata da Rita Melotti, Direttore della Scuola di Specializzazione Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva del Dolore all’Università di Bologna

donna-medici-visitaNapoli, 11 dicembre 2015

Professoressa, quanto il dolore nel genere femminile è ancora sottodiagnosticato e sottotrattato?
“Nonostante il sesso femminile sia più frequentemente soggetto a condizioni cliniche caratterizzate da dolore cronico questo viene spesso misconosciuto e non adeguatamente trattato. L’impatto globale di una mancata diagnosi e di uno sviluppo di un piano terapeutico non efficace nel sesso femminile è significativo. Infatti, circa una donna di casa su due lamenta nell’arco della propria vita un dolore definibile come cronico. In passato l’ASP dedicò un intero anno alla tematica del dolore cronico nel sesso femminile. Obiettivo del progetto fu quello di aiutare le pazienti e gli operatori sanitari a migliorare le conoscenze relative alle principali patologie che colpiscono le donne attraverso una presa di coscienza e lo sviluppo di una ricerca finalizzata a risolvere problematiche specifiche come il dolore pelvico cronico”.

E vero che in molti tipi di dolore cronico le donne denunciano livelli di dolore più severi, più frequenti e di maggiore durata degli uomini? Quali sono le principali cause?
“Studi condotti su larga scala hanno evidenziato come in condizioni cliniche paragonabili le donne lamentino un’intensità di dolore superiore rispetto al sesso maschile. Questa differenza è stata confermata anche da studi sperimentali in cui il sesso femminile oltre a riportare un dolore maggiore ha mostrato una minor soglia e una minor tolleranza al medesimo stimolo doloroso termico. Le cause di queste differenze sono sia psicosociali che biologiche. Tra queste ultime, importanti risultano le differenze anatomiche e ormonali”.

Quanto i farmaci hanno effetti diversi su uomini e donne? E quanto le donne subiscono più effetti collaterali avversi legati all’assunzione di farmaci rispetto agli uomini?
“In un recente studio, che ha valutato le differenze relative al sesso in una popolazione di pazienti con dolore cronico e abuso di farmaci oppioidi, è stato evidenziato come il sesso maschile sia più incline a sviluppare atteggiamenti aberranti, mentre le donne che arrivano ad utilizzare dosi elevate di oppiacei lamentano un dolore che le limita significativamente, sia psicologicamente che fisicamente, nelle attività quotidiane. Il sesso femminile sembra più incline a sviluppare depressione, che rappresenta un fattore di rischio per dolore cronico e che espone le pazienti all’utilizzo di farmaci a maggior rischio di abuso rispetto agli oppiacei”.

Quanto influisce sulla donna l’età e il ciclo ormonale?
“Le differenze ormonali e anatomiche sono importanti per spiegare la maggior prevalenza di dolore cronico nel sesso femminile. Basti pensare che la somministrazione di estrogeni sia nelle donne che negli uomini aumenta il rischio di dolore cronico mostrando un’azione iperalgesica. La dismenorrea è condizione comune soprattutto nelle adolescenti e nelle giovani adulte affliggendo il 40-90% delle donne e risultando estremamente dolorosa nel 15% dei casi. Lo stesso dolore cronico pelvico non di natura mestruale è dovuto frequentemente a condizioni ginecologiche. Il dolore cronico pelvico negli USA rappresenta nel 10-15% dei casi l’indicazione ad isterectomia. Un’altra problematica che affligge il sesso femminile è la vulvodinia che colpisce sino al 18% delle donne e che può essere riportata come una sensazione di bruciore che persiste nel tempo. Il dolore riferito alla schiena e al cingolo pelvico durante la gravidanza porta circa un quarto di tutte le gravide a richiedere una valutazione/trattamento medico. Tale problematica si protrae nel 25% dei casi nel postpartum risultando severa nel 5% dei casi”.

È vero che le donne hanno una maggiore soglia di tollerabilità al dolore? Perché?
“Come riportato in precedenza, studi sperimentali hanno evidenziato come le donne abbiano al contrario di quanto creduto dai più una soglia e una tolleranza al dolore inferiore rispetto al sesso maschile. Probabilmente le condizioni psicosociali e il considerare ‘normale’ provare dolore in determinate circostanze come il travaglio di parto – dove il 95% delle donne lamenta dolore – ha portato a considerare il sesso femminile più tollerante allo stimolo doloroso”.

È più difficile curare il dolore nelle donne rispetto a quello degli uomini?
“È essenziale migliorare la consapevolezza e la conoscenza delle donne e degli operatori sanitari in merito a patologie estremamente comuni nel sesso femminile, come la dismenorrea, il dolore cronico pelvico da endometriosi o da sindrome del colon irritabile, l’emicrania o la fibromialgia. Alcune di queste patologie, come la fibromialgia, ancora oggi non sono sempre facilmente trattabili”.

fonte: ufficio stampa

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