Il Cross-linking Ibrido cambia la cura del cheratocono. Terapie sempre più personalizzate
La ricerca del dott. Marco Abbondanza presentata al Congresso Mondiale del Cheratocono rivela trattamenti sempre più personalizzati ed efficaci
Roma, 2 ottobre 2026 – Continuano i progressi medico-scientifici nella cura del cheratocono, una malattia degenerativa della cornea – la lente naturale più potente dell’occhio – che porta a un suo progressivo assottigliamento e incurvamento. Questa patologia causa una visione sempre più confusa e meno nitida, principalmente a causa di un astigmatismo irregolare in continua evoluzione.
Grazie a una tecnica mini-invasiva chiamata Cross-linking corneale (Corneal Cross-linking, CXL) – sviluppata in Germania nel 1998 e introdotta in Italia dal dott. Marco Abbondanza nel 2005 – è da tempo possibile bloccare la malattia. Si evita così il trapianto di cornea, che in passato interessava circa un quinto dei pazienti.
Il costante progresso nel campo oculistico ha portato poi ad una continua evoluzione della tecnica originale, che oggi si declina in soluzioni sempre più precise e adattate al singolo paziente. È questo il caso del Cross-linking Ibrido (Hybrid Corneal Cross-linking, H-CXL), una versione del tutto personalizzata tramite cui il chirurgo rimuove l’epitelio – lo strato cellulare più esterno della cornea – solo dove la patologia è più pronunciata, lasciandolo intatto sul resto della cornea. In questo modo si riducono i fastidi postoperatori per il paziente e si favorisce un recupero più rapido, mantenendo intatta la totale efficacia terapeutica.
Il Cross-linking Ibrido, ideato nel 2020 dal dott. Marco Abbondanza, è stato uno dei temi discussi al Congresso Mondiale del Cheratocono che, per la sua terza edizione, si è svolto per la prima volta in Italia, a Firenze. L’efficacia della procedura, che vanta oltre 500 occhi operati in totale, è stata analizzata in uno studio scientifico su un gruppo di 66 occhi, per i quali erano disponibili i dati più completi.
I risultati sono decisamente positivi: ad almeno un anno di distanza dall’intervento, il 90% delle cornee operate ha mostrato una completa stabilizzazione (senza ulteriori incurvamenti), mentre il 97% dei pazienti ha riscontrato un miglioramento della vista di circa 1/10. Lo studio dimostra che il pregio di questo approccio non è solo la personalizzazione a vantaggio del paziente, ma anche la sua semplicità di esecuzione per il medico oculista: seguendo cinque brevi tappe consecutive, un chirurgo esperto nel trattamento del cheratocono può replicarlo facilmente.
Lo studio, a firma del dott. Marco Abbondanza (Studio Oculistico Abbondanza e Università di Sydney), assistito da Stephanie Watson (Università di Sydney), Himal Kandel (Università di Sydney), e Valentina De Felice (Studio Oculistico Abbondanza), conclude che: “Data la sua efficacia, il minor disagio per il paziente, e la facile replicabilità, il Cross-linking Ibrido rappresenta oggi una valida alternativa al Cross-linking Accelerato convenzionale”.
Il Cross-linking Ibrido H-CXL si posiziona così come l’ultima e più avanzata evoluzione del trattamento standard, dunque pensato per occhi con stadio 1 e 2 della patologia. Un traguardo rilevante non solo per la comunità oftalmica, ma soprattutto per il numero sempre maggiore di pazienti che ricevono questa diagnosi e che, oggi, possono guardare al futuro con maggiore serenità e fiducia nei progressi continui della medicina oculistica.



